
Non era certo facile portare sullo schermo la complessa figura di Sigmund Freud senza cadere nel banale o, ancor peggio, nel didattico, ma l’attenta regia di John Huston, e l’ottima recitazione di Montgomery Clift, riescono a dare allo spettatore un affascinante resoconto di quelle che sono state le geniali intuizioni del medico viennese, oggi considerato universalmente “il padre della psicanalisi".
Il film si concentra sul periodo che va dal 1890 al 1895, quello in cui Freud formulò le sue teorie basandosi su quanto di innovativo già c’era nell’aria ai tempi riguardo alla comprensione medica della nevrosi, per poi arrivare alla formulazione del noto “complesso di Edipo” e alla sessualità come elemento centrale del comportamento umano, soprattutto a livello inconscio. La parte finale, in cui viene avversato da tutti per le sue idee sulla sessualità infantile, è piuttosto amara (ma non poteva essere diversamente, dati i tempi), ma la scena finale è splendida nelle sue considerazioni che aprono un mondo.
Clift è sostenuto dal bravo Larry Parks (il dr. Breur nel film), tornato al cinema dopo gli anni di ostracismo per essere finito nella lista nera di Hollywood, e un’altrettanto brava Susannah York, nel ruolo di una sua paziente.
Il BD della A&R offre un’immagine di ottima qualità, molto definita; il doppiaggio italiano è quello d’epoca, anche se presenta diversi “buchi” coperti però da validi sottotitoli in italiano. Molto consigliato.
























