Contagiato da Mark Bluray (siamo rimasti in pochi a scrivere con regolarità su questo forum), che ha commentato diverse serie tv in sequenza, voglio fare un commento sulla serie TV di Sandokan appena messa in onda da Rai 1 e comunque visibile su RAI Play.
Premetto che per me è un compito quasi improbo valutare la nuova serie con occhio oggettivo, perchè, per motivi anagrafici, vidi "in diretta" la serie TV di 50 ani fa con Kabir Bedi (e ne fui affascinato), e comunque sono stato da bambino un accanito lettore di Salgari, compresa la lunga serie dei libri sui Pirati della Malesia.
Quindi la prima considerazione è: sono inorridito della carne da porco che gli autori della nuova serie hanno fatto dei personaggi e della storia originali, per creare un prodotto televisivo che fosse adatto, nelle intenzioni al pubblico di oggi.
Mi ha molto disorientato quindi vedere una vicenda dove personaggi e trame sono stati stravolti e ricreati da zero, usando sia i personaggi e le vicende della letteratura Salgariana, sia lo sceneggiato (così si chiamavano allora) del 1976 come mero spunto, come citazione di partenza per andare in tutt'altra direzione.
Detto questo, penso che a livello di sviluppo narrativo e drammaturgico, centratura dei personaggi e qualità del cast, nonchè realizzazione (fu girata on location nei luoghi originali) la serie di Sollima del '75 sia di un livello superiore.
Diciamo anche che , al livello storico, la serie del '76 fu un vero evento di svolta: le serie TV della rai prima erano produzioni a basso costo, di stampo molto televisivo, in bianco e nero, girate per lo più in studio con ritmi lenti (anche le produzioni d'effetto come La Freccia Nera, I Promessi Sposi, Scaramouche erano statici rispetto a quello che fu il Sandokan che proruppe nelle nostre case). Sandokan, prima produzione di stampo internazionale della Rai), portò nelle case l'avventura pura, a colori , con personaggi da romanzo e trama avvincente, ironia, violenza, amore, tragedia, ambientazioni nella Jungla o su velieri veri, insomma, una vera cesura rispetto a quanto c'era prima. Fu un capostipite che quasi sconvolse i telespettatori dell'epoca, con un protagonista affascinante che conquistò tutti.
Di contro, la nuova serie è pensata a tavolino per portare le logiche della soap in una vicenda d'azione, dove le vicende piratesche (ridotte quasi a zero) sono di fatto un pretesto per una serie di intrecci sulla logica del continuo rilancio, tipica dei prodotti televisivi di oggi, e con uno spillone puntato sui conflitti personali, in stile soap.
I personaggi, se confrontati nell'uno contro uno con la serie precedente, perdono quasi su tutti i fronti:
Sandokan: Il Sandokan di Bedi era un essere selvaggio permeato di un fascino sanguigno, trasmetteva vita, coraggio, aggressività, nobiltà con il suo sguardo di fuoco, ERA Sandokan. Il Sandokan di Can Yaman è un fotomodello monoespressivo, bello come il sole ma freddo, e drammaturgicamente è un burattino in balia degli eventi, manovrato e plagiato da tutti, (in primis da Yanez, che non si capisce bene che ruolo abbia), non viene rispettato dalla ciurma, non fa una scelta che sia sua, viene condotto in tutte le situazioni in cui si trova, come un Golem privo di volontà propria, e viene oltretutto ripetutamente salvato dall'opera altrui (compresa Marianna, che lo salva alla fine dal sultano mentre lui si era fatto scioccamente sorprendere alle spalle).
Marianna: Carole Andrè, la Marianna del 76 era bellissima, tutti l'amavano, Era "la bella" di altri tempi, che però nello sviluppo della vicenda rivelava le sue inquietudini, rivelava un'anima ed un coraggio inattesi. La Marianna attuale è frutto dell'emancipazione, del "mee too", è un personaggio cucinato per piacere ai (e alle) giovani di oggi: ribelle, emancipata, volitiva. E' un bel personaggio, e anche l'attrice che lo lavora, Alanah Bloor, se la cava bene. Ma non c'entra niente con il personaggio del romanzo.
Yanez: discorso analogo a Marianna: Preziosi lascia il segno, è bravo, tormentato e disincantato, ma il suo perenne conflitto con Sandokan è inspiegabile, la storyline del suo passato da prete risulta molto forzata, e poi, diciamocelo, era quello con il compito più difficile: lo Yanez di Philippe Leroy è inimitabile, era la vera forza della serie precedente, era il personaggio più riuscito, furbo, simpatico, protagonista, la vera forza motrice delle vicende. Non c'è paragone.
Brooke: Westwicke è bravo, il suo personaggio (ovviamente tormentato come vuole la logica della nuova serie) è ben lavorato, ma al nostalgico di Salgari come sono io suona sbagliato, fuori luogo. E anche qui Adolfo Celi, più lineare, un cattivo più standard, vince
Mi fermo qui con i paragoni. Potrei proseguire parlando dei personaggi secondari, della stessa ciurma di pirati, totalmente improbabile.
E quindi? Cosa dico alla fine di questo nuovo Sandokan? Dico che , dopo aver visto le prime due puntate ed esserne rimasto doverosamente esterrefatto e quasi schifato da questo mix di citazione e tradimento , mi sono sforzato di sfrondare la mia visione di tutti i retropensieri ed i riferimenti al passato. Ho provato a vedere la serie smettendo di fare paragoni con Kabi Bedi o con Salgari, ho cercato di guardarla semplicemente come una serie di avventura, facendo quasi finta che il protagonista non si chiami Sandokan, che sia qualcun altro.
Con quest'ottica, e pensando al gusto dello spettatore del 2025, comprendo come la serie possa aver e il successo che ha avuto, è una godibile serie di avventura, troppo farcita di conflitti e rilanci, troppo "soap" per i miei gusti, con diverse ingenuità e solo pochi attori validi, ed un Sandokan troppo giuggiolone e inespressivo, ma alla fine, fatta la tara di ingenuità ed esagerazioni, appassiona e si è fatta vedere volentieri.
Ecco appunto: evitando di fare paragoni.
Sandokan, 2025
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Re: Sandokan, 2025
Anche a me questa nuova versione di Sandokan non mi è dispiaciuta, certo nulla a che vedere con quella degli anni 70 ma comunque godibile.
