Le colonne sonore dei classici del passato

Pellicole cult e film che hanno fatto la storia del cinema, dalla sua nascita al 1980.

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darkglobe
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Re: Le colonne sonore dei classici del passato

Messaggio da darkglobe »

Eolus ha scritto:@Darkglobe
Che talune colonne sonore abbiano fatto la fortuna del film è acclarato e riconosciuto, ma titoli e nomi porterebbe a discutere. Sul Tiersen non so che dire, tranne che può essere musica piacevole a sentire, ma nulla di comparabile ai commenti che riconducono a questo thread, riferito a ben precisi stilemi di composizione. Il tono scarno degli interventi solisti del Tiersen mi può portare semmai alla mente le sperimentazioni di Elmer Bernstein per i film didattici dei fratelli Eames (anni Cinquanta/Sessanta), con puntualizzazioni strumentali semplici per servire allo scopo.
Che dirti, io noto, pur nella diversificata caratura degli artisti che sto per citare, un certo filo conduttore tra Tiersen e musicisti nostrani come Nicola Piovani o Ludovico Einaudi (entrambi autori di colonne sonore) o ancora artisti stranieri come Nils Frahm che provano a coniugare un certo gusto classico della composizione con un uso a volte quasi "sovversivo" del piano e dei vari strumenti al contorno. Però più che un giudizio sull'artista in quanto tale intendevo esprimere una valutazione sulle casistiche in cui appare evidente, nei film, una certa predominanza della colonna sonora rispetto al resto, al punto da diventarne motore trainante per il successo dell'opera :-21
Eolus
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Re: Le colonne sonore dei classici del passato

Messaggio da Eolus »

Approfitto del richiamo a IL TRONO NERO (1954), di Byron Haskin, da parte di zasor56, per soffermarmi brevemente su una particolarità di questa pellicola, che afferisce in modo inusuale al suo sonoro.
Al suo apparire, IL TRONO NERO è circolato nei circuiti internazionali con la colonna sonora accreditata nei titoli di testa a Dimitri Tiomkin, ed in effetti gli spettatori hanno ascoltato nel film le musiche di questo autore. Nel circuito inglese, tuttavia, è successo qualcosa di diverso, e cioè si è visto che le musiche non erano quelle di Tiomkin bensì del compositore inglese Robert Farnon, per altro esplicitamente richiamato nei titoli di testa delle copie facenti capo al mercato anglosassone.
Se a primo colpo si può pensare ad uno dei tanti casi di libera sostituzione della colonna sonora da parte del distributore, per motivi soggettivi od obiettivi (come la scomparsa di una colonna originale: per citare, in Italia PRIMO RIBELLE, 1939, di Seiter, è stato visto senza il commento di Anthony Collins e rieditato con brani eterogenei, tra cui passaggi di Enzo Masetti provenienti dai due ERCOLE di Steve Reeves), bisogna tuttavia considerare che l'edizione di Farnon coincideva con la prima uscita del film, e non poteva quindi essere una ricostruzione postuma. In realtà si è trattato di una scelta fatta in sede di primo allestimento del sonoro, riconducente al famoso Eady Plan (dall'ideatore Sir Wilfred Eady) che negli Anni Cinquanta disciplinò le produzioni americane realizzate nel Regno Unito, con la reciproca convenienza di avere facilitazioni e sovvenzionamenti in cambio dell'impiego di personale inglese nella produzione. Una volta ultimato il film, l'Eady Plan prevedeva di presentarlo nel Regno Unito col credit concordato (tra cui l'autore delle musiche) e consentiva poi di portarlo in America, dove poteva poi essere configurato anche diversamente. All'epoca, Tiomkin era famosissimo e Farnon molto meno conosciuto (anche se aveva già composto il celebre HORNBLOWER), cosicché la produzione fece rieseguire il commento per includerlo nella distribuzione mondiale.
Pertanto, alla luce di questa analisi, ci si ritrova di fronte al paradosso che il primo "assignment" è stato proprio quello di Farnon, in sede di accordi, e la sua non è stata una riesecuzione bensì la prima edizione, a cui è subentrato poi Tiomkin oltreoceano. Negli anni seguenti tutto è diventato storia, e qualcuno ha notato che in Spagna si sono viste copie che citano Farnon nei titoli ma riportano Tiomkin nella musica. Che fine avrà fatto, intanto, la composizione di Farnon? Mistero. Al momento attuale, l'unica traccia che si può rinvenire è nel "trailer" di 3 minuti che è abbinato al dvd del film, nel quale si nota distintamente l'impronta stilistica del Farnon, che rimanda immediatamente ad HORNBLOWER e a SHALAKO.
Eolus
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Re: Le colonne sonore dei classici del passato

Messaggio da Eolus »

Prendo a volo l'occasione per segnalare ai cultori una vera sorpresa, nel settore della realizzazione delle grandi colonne sonore del passato. Da qualche tempo mi ero alquanto distaccato dal sito della Film Score Monthly, tempio supremo della musica cinematografica, perché dopo anni di frenetiche realizzazioni di incisioni originali di grandi nomi, esso era piombato nel più assoluto silenzio e non faceva intravvedere spiragli per nuove realizzazioni su disco. Evidentemente per gli ovvii motivi dell'aumento dei costi per i diritti e le lavorazioni, e della flessione del numero degli appassionati del settore, in gran parte vecchi spettatori formatisi fino agli anni Ottanta. In particolare mi aveva colpito il disinteresse della Intrada, la quale invece era tra le più attente ed assidue nel rilanciare la musica da film attraverso la riesumazione degli originali negli archivi (Mgm, Fox, Warner, Paramount): parlo di nomi classici come Hugo Friedhofer, Elmer Bernstein, Franz Waxman, Bernard Herrmann, Leigh Harline, Alfred Newman, Miklos Rozsa, Dimitri Tiomkin, e altri anche di più recente "formazione", come Fielding, Goldsmith, Mancini, etc. Stamane, però, ripercorrendo il sito in cerca di qualche novità, mi sono imbattuto in un thread che citava la pubblicazione de I GIOVANI LEONI (The Young Lions, 1958), di Hugo Friedhofer, in doppio Compact Disc. Ho pensato fosse una vecchia riedizione della Varese, che nel 1993 aveva offerto su doppio CD due colonne sonore, entrambe di Friedhofer: appunto YOUNG LIONS e THIS EARTH IS MINE (La Mia Terra, 1959, di Henry King). Tuttavia, nell'addentrarmi, ho avuto il mio bravo brivido, perché si trattava non di una riedizione ma della sessione originale, così come incisa nel 1958 per il film, diretta da Lionel Newman e comprendente ogni singola nota sia del commento drammatico (oltre un'ora) che della "source music" (circa 12 minuti, di quella che i sofisticati in vena di esibirsi chiamano "musica diegetica"). A questo si aggiunge, sul secondo disco, la colonna sonora ufficialmente pubblicata a suo tempo su Lp, cioè il riarrangiamento in dieci brani fatto all'epoca dallo stesso Newman (Decca DL 8719, meno di 40 min).

http://store.intrada.com/s.nl/it.A/id.12109/.f

Mi sento di citare due particolarità. La prima è che questo Lp Decca ebbe diverse riedizioni mono, tra cui Mca e Varese, e su quest'ultima il finale del brano "North African Episode" (precisamente la fine della Parte 2) venne inspiegabilmente rovinato con una dissolvenza a zero. La seconda è che in America la Twilight Time ha realizzato nel 2015 un ottimo Blu Ray comprendente una Isolated Music Track che riportava l'intero commento di Friedhofer, separato dai dialoghi e dagli effetti. All'epoca mi sono procurato il disco ed ho estratto i brani, che corrispondono in tutto all'attuale edizione Intrada, tranne però che nella qualità tecnica, che è scadente e la fa rassomigliare ad una sorta di "rough copy" priva di restauro. Inutile dire che raccomando ad ogni appassionato di procurarsi questa fondamentale colonna sonora, fatta da un grande autore per un film rimasto come riferimento, sotto ogni aspetto. Chiudo dicendo che, ovviamente, si può ordinare il disco ad uno dei tanti negozi importatori.
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lu.ca.
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Re: Le colonne sonore dei classici del passato

Messaggio da lu.ca. »

È morto Ennio Morricone. Sono sopraffatto.
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Re: Le colonne sonore dei classici del passato

Messaggio da Invisible »

lu.ca. ha scritto:È morto Ennio Morricone. Sono sopraffatto.
Un autentico orgoglio per l'Italia e una vetta assoluta dell'ingegno umano.
Riposi in pace.
Come non quotarti :nooo
Per omaggiarlo ho aperto un topic dedicato alla sua memoria.
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Re: Le colonne sonore dei classici del passato

Messaggio da Marchese »

E' uscito questo articolo sulla rivista Rolling Stone dedicato al grande compositore Miklòs Ròzsa
https://www.rollingstone.it/opinioni/op ... sa/533708/
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Re: Le colonne sonore dei classici del passato

Messaggio da lu.ca. »

Marchese ha scritto:E' uscito questo articolo sulla rivista Rolling Stone dedicato al grande compositore Miklòs Ròzsa
https://www.rollingstone.it/opinioni/op ... sa/533708/
:-21
Stupisce che fra i compositori elencati al secondo capoverso non sia citato Morricone e invece lo sia Zimmer... :think
Un saluto.
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Re: Le colonne sonore dei classici del passato

Messaggio da Eolus »

lu.ca. ha scritto:
Marchese ha scritto:E' uscito questo articolo sulla rivista Rolling Stone dedicato al grande compositore Miklòs Ròzsa
https://www.rollingstone.it/opinioni/op ... sa/533708/
:-21
Stupisce che fra i compositori elencati al secondo capoverso non sia citato Morricone e invece lo sia Zimmer... :think
Grazie a Marchese, per aver segnalato l'articolo. Il Farinotti sorprende, nel trattare uno degli aspetti importanti del cinema che è poco o punto toccato dalla critica. Tranne, nel passato, dal grandissimo e indimenticato Ermanno Comuzio, vero pilastro di questa particolare branca. E' un bell'articolo, che sintetizza la materia e denota una sensibilità specifica dell'autore, nel trattare Rozsa e l'IVANHOE. Il Farinotti deve avere una particolare predilezione per questo stupendo film "di svolta" nella narrativa cinematografica medievale. Un genere per il quale Rozsa stabilì dei precisi stilemi, per esprimere con la moderna orchestra sinfonica il sentire antico sullo schermo. Il processo lo aveva ideato in realtà già col QUO VADIS, un anno prima, facendo ricerche "alla Sherlock Holmes" con l'arte della deduzione, per stabilire con fondate ipotesi e supposizioni quale tipo di musica e strumenti accompagnassero i dati periodi e le situazioni dell'antichità, per trasfonderli poi in termini moderni (Rozsa, tra l'altro musicologo, fornì agli artigiani romani persino gli schizzi per riprodurre gli antichi strumenti). Proprio per l'IVANHOE, nell'indagare storia e popoli inglesi con la sua metodica finalizzata, il compositore disse di essere stato il "discepolo di sè stesso", visto che non c'erano precedenti in quest'approccio. In quanto all'incidenza di Rozsa nel cinema, con le sue musiche, mi colpisce un passaggio del Farinotti, quando dice, dei musicisti, "artisti che sono diventati protagonisti dei film solo una linea sotto il regista, spesso lo hanno affiancato sulla stessa linea, in lavori o capolavori": una notazione argutissima intorno al concetto di autore, che nel cinema può anche spostarsi dal regista ad un'altra componente creativa, la quale rielabora la regia e la fa propria. Mai questo è stato vero come con Rozsa, tanto da aver spinto John Huston a dire una volta che non avrebbe più diretto un film ...insieme a Rozsa! Gli era forse bastata l'esperienza di GIUNGLA D'ASFALTO, ove la zampata di Rozsa, pur limitata alle sole scene iniziali e finali, era bastata a scippargli la piena paternità artistica! Concordo poi con Lu.ca, nel ritenere fuori luogo la menzione di Zimmer (autentica nullità) nel panorama di questi grandi, ed anche Bacharach e qualche altro mi sembrano fuori posto, poco attinenti con la fase di teorizzazione, definizione e consolidamento di questo linguaggio al livello di cui si discute (David Raksin faceva didattica ed insegnava all'UCLA, Frank Skinner scriveva libri e manuali sulla musica da film, etc.). Morricone potrebbe essere stato tralasciato "per caso" dal Farinotti, ma posso sospettare anche che non sia un caso, visto il carattere elegiaco ed estasiato delle sue composizioni, che si pongono in certo qual modo su un piano a sè, antitetiche e poco funzionali per la cinetica cinematografica, più vicine ad un classicismo che può anche fare a meno della "immagine che non si conosce" (cioè, per chi non ha visto il film), come dimostrano i tanti concerti. Per questo, forse, musica cinematografica di un genere esclusivo, collocata in una posizione "nuova" ed intermedia tra cinema e classica pura. E' ovviamente un mio punto di vista.
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Re: Le colonne sonore dei classici del passato

Messaggio da lu.ca. »

Molto interessanti le tue osservazioni, Eolus, sulla particolare natura delle colonne sonore di Morricone.
È noto che questo grandissimo compositore aveva ambizioni nel campo della musica “assoluta”, anche se i suoi lavori in tale campo sono, a torto o a ragione, poco noti e apprezzati. Nel comporre musica “applicata”, come egli stesso la chiamava, credo che la sua ricchezza inventiva lo abbia spesso fatto allontanare in qualche modo dallo spunto iniziale offerto dalle immagini e che in tal modo siano nati brani che hanno finito con l’avere una vita propria in virtù della loro sapienza melodica ed armonica, quei brani cioè che hanno reso celebre quest’uomo in tutto il mondo. In questo senso sì, Morricone è stato un compositore particolare, anche se non credo comunque l’unico.
Io penso che la grandezza di un autore di musica da film risieda nella sua capacità di cogliere l’essenza di quanto viene offerto dalle immagini, siano esse un personaggio, un luogo, una situazione, e tradurre tali suggestioni nel linguaggio musicale. Fra le varie forme di musica, quella concepita per accompagnare le immagini è forse la più difficile, perché non può spaziare liberamente seguendo solo le sue proprie regole ma deve rispettare un ambito circoscritto, quello dettato appunto dalle immagini. Il lavoro che comporta è però a mio avviso anche particolarmente esaltante, perché deve saper fondere in un unico abbraccio emotivo due grandi espressioni dell’arte e dell’ingegno umani.
Un saluto.
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Re: Le colonne sonore dei classici del passato

Messaggio da Eolus »

In questo e per questo, Rozsa ha dato tutta la sua anima, e rimarrà sicuramente il più grande.
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lu.ca.
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Re: Le colonne sonore dei classici del passato

Messaggio da lu.ca. »

Nel novembre 2017 il produttore discografico inglese James Fitzpatrick lanciava una campagna di sottoscrizione finalizzata alla registrazione per l’etichetta Tadlow della colonna sonora completa di King of Kings di Miklós Rózsa con la City of Prague Philharmonic Orchestra diretta da Nic Raine.
L’iniziativa ebbe il successo che meritava e le sedute ebbero luogo da novembre 2018 a gennaio 2019. La pubblicazione era prevista per marzo 2019, come io stesso comunicai qui con questo post.
Dopo un lungo ritardo dovuto esclusivamente a motivi di salute del produttore, il doppio cd, della durata di quasi due ore e mezza in puro suono digitale 24-Bit 96kHz, è adesso finalmente disponibile per tutti. I sottoscrittori che, come me, l’hanno ricevuto già da questa estate, sono unanimi nel giudicare di grande valore artistico e tecnico il risultato raggiunto.
Qui maggiori informazioni.
Un saluto.
Luigi
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Re: Le colonne sonore dei classici del passato

Messaggio da Fantamovie »

Le colonne sonore , sono un mondo incredibile ! Io ho una marea di CD, ci sono artisti straordinari come , per fare solo alcuni esempi, John Williams, Jerry Goldsmith, Danny Elfman, Alan Silvestri, James Horner, Basil Poledouris ecc... senza contare quelli della golden age ! Purtroppo in Italia è un genere musicale che non ha la giusta considerazione , a differenza dell'estero dove vengono fatti per es. sempre più concerti. Un argomento praticamente infinito ! Alcune musiche dire colonne sonore è quasi riduttivo, per fare un esempio, la straordinaria musica di Conan il barbaro , di Basil Poledouris. Quel film senza quella colonne sonora non sarebbe certo lo stesso.
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Re: Le colonne sonore dei classici del passato

Messaggio da Zioruggi »

Molto è stato finora detto in questo post sul tema. Dire la mia non aggiunge niente, visto anche che chi è intervenuto prima di me ha mostrato una vera passione per il tema, a cui ha fatto seguire approfondimenti di vario livello, in modo che le posizioni espresse da alcuni sono manifestate con riferimenti appropriati e cognizione di causa.
Non sono altrettanto appassionato del tema, e quindi non posso manifestare il mio punto di vista con altrettanta circostanza. Non sono neanche un esperto o appassionato di musica a livello tale da poter disquisire con autorità sul tema. Ma ho due orecchie, sono un ascoltatore, Quindi ho il mio punto di vista.
Resta il fatto che di punti di vista si tratta, anche quando espressi da chi ha approfondito con passione il tema. Ho letto di Zimmer etichettato come assoluta nullità. E questo, per quanto sacrosanto per chi lo esprime, è in tutto e per tutto un parere individuale.
Di certo la colonna musicale è un aspetto che mi piace valutare nei film, anche se spesso lo faccio in modo impressionistico , più che tecnico o scientifico. E quindi dico la mia senza enfasi, e senza pretese.
Con questo approccio, sento la musica, e o mi piace, o non mi piace. Questo prima di andare a vedere chi l'ha composta, se è una nullità o è stato uno studioso e un maestro.
Di mio al tema del post aggiungo solo questa considerazione: nell'ascoltare la musica di un film, sento che talora questa è cucita su misura per il film, l'epoca, la scena, e la veste come un cappotto classico. Ho letto con interesse nei posto precedenti del musicologo Rozsa che ha compiuto studi per capire come poteva essere la musica del tempo, e sull'idea che si è fatto ha prodotto la colonna sonora, che richiamasse nell'ascoltatore d'istinto il periodo antico. Tra le tante musiche scritte per il cinema con questo criterio, alcune "sfondano", emergono nel film e lo caratterizzano nel tempo, (che so, il tema di Lawrence d'Arabia), altre invece si nascondono, accompagnano il film senza che te ne accorgi (e questo magari in certi casi è un pregio, come lo è la regia invisibile di alcuni grandi maestri classici alla Billy Wilder per intenderci).
Altre volte, viceversa, il musicista esce dallo schema (in genere, musicisti di grande personalità), e non vestono su misura la musica al film, ma "creano" uno stile, che identificherà il film tanto quanto il film stesso.
Questo ad esempio ha fatto Morricone quando, da giovane ha composto le prime musiche dei western: non si è rifatto allo stile classico del western americano, ma ha creato un universo musicale nuovo, diverso, fatto di idee originali, a volte anche stridenti, ma estremamente caratterizzate. E ha sfondato. Poi, nella sua sconfinata produzione, ha scritto anche tanta musica "normale", molto sua, riconoscibilissima, ma a volte banale (oserei dire talvolta noiosa: ho un triplo CD di colonne musicali di Morricone, e dopo un po' sale la noia, tranne che per alcune genialate che spuntano ogni tanto, tipo Mission per intenderci).
Ecco, come lui altri musicisti hanno caratterizzato i film (o alcuni film) con l'idea geniale, con il vestito fuori misura, con una musica fuori registro che però, magari, ha lasciato il segno. Non sono abbastanza sul pezzo per fornire esempi chiarificatori per quello che voglio dire ma, non so... ecco, la colonna de Il terzo Uomo di Anton Karas, con la sua zitare, uno stile ironico, quasi sarcastico, in un noir di spionaggio serio e drammatico, che cambia il tono stesso al film, o il sassofono straordinario di La pantera Rosa di Mancini. Questi sono gli esempi che intendo.
Tra questi, ebbene sì, ci metto anche il vituperato Hans Zimmer, che dopo le pletoriche e pirotecniche musichette a cui ci aveva abituato (comunque capaci di "rimanere"), come per Il Gladiatore, o I pirati dei Caraibi, ecco che ti inventa una musica fuori registro, un qualcosa che non ti aspetti, e butta dentro al miglior film di fantascienza degli ultimi anni, l'Interstellar di Nolan, una musica spiazzante, antimelodica, agli antipodi rispetto al suo pregresso. E fa centro.
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Re: Le colonne sonore dei classici del passato

Messaggio da zasor56 »

Zioruggi ha scritto: mercoledì 9 dicembre 2020, 16:28 Molto è stato finora detto in questo post sul tema... - ...una musica spiazzante, antimelodica, agli antipodi rispetto al suo pregresso. E fa centro.
Bel post. complimenti! Mi sento molto vicino a gran parte delle cose che hai detto. :-21
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Noodles85
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Re: Le colonne sonore dei classici del passato

Messaggio da Noodles85 »

Zioruggi ha scritto: mercoledì 9 dicembre 2020, 16:28 Tra questi, ebbene sì, ci metto anche il vituperato Hans Zimmer, che dopo le pletoriche e pirotecniche musichette a cui ci aveva abituato (comunque capaci di "rimanere"), come per Il Gladiatore, o I pirati dei Caraibi, ecco che ti inventa una musica fuori registro, un qualcosa che non ti aspetti, e butta dentro al miglior film di fantascienza degli ultimi anni, l'Interstellar di Nolan, una musica spiazzante, antimelodica, agli antipodi rispetto al suo pregresso. E fa centro.
Hans Zimmer non dispiace neanche a me, ha certamente un suo stile e per esempio temi come quelli di La sottile linea rossa o Inception mi sono piaciuti. Anche la colonna sonora di Interstellar da te citato è sicuramente ben fatta, ho trovato invece il film deludente, direi sufficiente, niente di più. Il mio è solo un parere personale ovviamente :)
Eolus
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Re: Le colonne sonore dei classici del passato

Messaggio da Eolus »

Zioruggi, indipendentemente dai pareri e dalle posizioni, mi piace, veramente, come ti sei espresso sull'argomento. Chiaro, semplice, efficace. Indica una sensibilità che, se specificamente "indirizzata" a tempo debito per il cinema classico, ti avrebbe portato in ambiti di soddisfazione veramente superiori, perchè la musica dei grandi autori passati costituisce una vera "terza dimensione" che dà individualità e profondità a quel cinema.
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