Trouble in Paradise (1932) di Ernst Lubitsch

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Trouble in Paradise (1932) di Ernst Lubitsch

Messaggioda Fred » domenica 21 maggio 2006, 0:51

Dunque, MelvinUdall mi ha chiesto una rece di questo assoluto capolavoro (e del DVD Criterion), il che per me è meglio di un invito a nozze. ;)

Cominciamo con i dati essenziali:
Trouble in Paradise (conosciuto da noi come Mancia competente), Ernst Lubitsch, 1932, USA. Con Miriam Hopkins, Kay Francis, Herbert Marshall, Charles Ruggles, Edward Everett Horton.

Ottavo film e mezzo ;) - senza contare i muti - di Ernst Lubitsch, e a parere quasi unanime dei critici, il suo migliore. E Lubitsch è certamente ai massimi vertici della cinematografia di tutti i tempi e di ogni paese. Il che magari non basta a qualificare questa meravigliosa commedia come "il miglior film mai girato", come vorrebbero in molti, ma sarei tentato di essere d'accordo. Purtroppo sono ben lungi dall'aver visto tutti i film del Maestro, e quindi faccio, molto volentieri, atto di fede.

In ogni caso, anche se questo non fosse il suo miglior film, è un esempio perfetto del cosiddetto "tocco di Lubitsch", un impalpabile quid che rende le sue opere assolutamente uniche. C'è chi ha cercato di descriverlo parlando di leggerezza, di eleganza, di umorismo amarognolo, temperato di malinconia profonda, di lieve cinismo mai sprezzante... Il "Lubitsch touch" è tutte queste cose insieme, e anche altre, ma non si arriva mai a definirlo compiutamente.

Trouble in Paradise racconta la vicenda di una coppia di ladri professionisti, interpretati dall'aristocratico Herbert Marshall e dalla bellissima Miriam Hopkins, che cercano di truffare la splendida vedova miliardaria Colet, interpretata da Kay Francis: solo che Marshall si innamora della sua vittima, e questo provoca... Un problema in Paradiso, appunto. Trama lineare, ma sviluppata con inarrivabile eleganza e charme, contrappuntata dalle impagabili performances comiche di Edward E. Horton e Charles Ruggles. I tre protagonisti principali sono semplicemente perfetti, così come la sceneggiatura, un trionfo di umorismo, intelligenza, ritmo, inarrivabile stile. Il film non risente ancora del codice Hayes, ed è assolutamente adulto: i protagonisti fanno l'amore, senza ipocrisie e infingimenti, anche se, naturalmente, è tutto sottinteso, non mostrato. Ma non mancano una o due brevissime scene fortemente allusive...

Trouble in Paradise ha soprattutto una caratteristica che lo rende un assoluto capolavoro: è fuori del tempo. Ovvero, pur essendo straordinariamente "anni Trenta" nel decoro, negli abiti, nell'arredamento, non è legato al periodo, non è cioé datato: potrebbe essere stato girato oggi, in costume. Caratteristica, questa, che accomuna le autentiche opere d'Arte, in ogni campo.

Passiamo al DVD.
L'edizione Criterion è splendida in quanto a cura grafica e a scrupolo filologico, ottima sotto il profilo degli extra. Segnalo una bellissima intervista a Peter Bogdanovich: purtroppo non ha sottotitoli, così mi sono mangiato le mani fino ai gomiti... :) Idem per la trasmissione radiofonica. I menù (favolosi) danno accesso anche a un commento al film che non ho ancora ascoltato.

Ma la chicca degli extra è costituita soprattutto da... un altro film di Lubitsch! Si tratta di Das Fidele Gefängnis (1917), noto negli USA come The Merry Jail e in Italia (pare) come L'allegra prigione. Peccato per la digitalizzazione non progressiva, con effetti di "combing" comunque eliminabili con un buon programma di interlaccio. Esempi fra le immagini.
Al DVD è allegato anche un fascicolo pieghevole straordinariamente bello, un capolavoro di gusto Déco, di cui riproduco parte di una pagina.
Dal lato video, la masterizzazione progressiva è esente da difetti di digitalizzazione, ma parte, ahimé, da un master che lascia parecchio a desiderare. I problemi maggiori si hanno nelle scene iniziali (riporto un fotogramma), in notturna, in cui si vede ben poco col monitor del computer o sullo schermo TV, e praticamente nulla col videoproiettore! Immagine con poco contrasto, a tratti anche leggermente sfocata. Peccato.
Dal lato audio, invece, niente da eccepire: suono pulito, buona dinamica, nessun fruscio.
la visione di questo film, imho, è assolutamente obbligatoria per chiunque. Certo, poi, sarà difficile riabituarsi alle insipide commedie a cui siamo assuefatti ;)

Le cover:

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Il pieghevole (non entra nel mio scanner!):

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I menù:

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Il film:

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Das Fidele Gefängnis:

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Termino con una domanda, forse retorica: perché sono così maledettamente "stitici", i produttori di DVD, con i film di Lubitsch?

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Messaggioda nocciolo » domenica 21 maggio 2006, 9:43

Ottimo lavoro Fred, sono questi i 3ad che rendono unico questo forum :thumbs

Saluti Immagine
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Messaggioda MelvinUdall » lunedì 22 maggio 2006, 14:26

Ti ringrazio moltissimo Fred, gran bel lavoro e gran bella rece: mi hai fatto felice! :). Purtroppo questo film me lo sono perso nell'ultimo passaggio su Fuori Orario e non sai quanto mi rode ancora!
Ma non doveva uscire per la Teodora nella serie di film curati da Vieri Razzini (e se non sbaglio anche Scrivimi Fermo Posta)?
In ogni caso credo che non resisterò oltre e prenderò anch'io la Criterion, amo troppo Lubitsch! Peccato per i sottotitoli agli extra, purtroppo sempre assenti nelle Criterion.
:-21
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Messaggioda Invisible » martedì 23 maggio 2006, 20:34

Grande Fred, complimenti per la rece :plauso :plauso

E' uno dei miei film preferiti in assoluto, ed ancora non so decidermi se sia il migliore di Lubitsch, se la gioca alla pari con Vogliamo vivere (To be or not to be).

Termino con una domanda, forse retorica: perché sono così maledettamente "stitici", i produttori di DVD, con i film di Lubitsch?


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