di mircert » 07 gen 2009 02:38
“...e se domani” è tratto da una storia vera, un fatto di cronaca realmente accaduto in Italia nel 1997 e raccontato in un libro di Armando Cirillario “Il caso Gargano”. Il film è diretto dal giovane regista Giovanni La Pàrola, cha ha già lavorato nel campo dei videoclip, come protagonisti la famosa coppia Luca Bizzari e Paolo Kessisoglu, che il pubblico italiano conosce grazie alle seguitissime trasmissioni “Le iene” e soprattutto “Camera Caffè”.
Con la loro grande comicità e bravura i due, insieme a Sabrina Impacciatore, riescono a rendere viva questa pellicola, senza cadere nel tragico, ma generando una tragicommedia, intrisa da un po’ di comicità americana e da uno spirito appena, appena noir. Non per nulla il film ha già vinto il premio “Annecy Cinema Italien 2005”, per i migliori interpreti maschili, la migliore interprete femminile e il Premio speciale della giuria.
Questa storia grottesca dai toni vagamente fantastici è ambientata ai tempi di oggi, anche se i colori pastello e i vestiti anni ’60 le attribuiscono un tocco di originalità. La grande abilità tecnica nella fotografia di Michele D’Attanasio, richiamano alla memoria gli esperimenti dei primi film degli anni Sessanta con il techinicolor, sensazione che viene amplificata dall’uso abbondante di canzoni dell’epoca come colonna sonora del film, per citare le più famose quelle di Rita Pavone e di Mina.
La scena si apre alla maniera di un thriller americano, per poi sfocare velocemente nel racconto dell’avvocato Cillari (Paolo Kessisoglu) sulla vita del suo amico Mimì Rendano (Luca Bizzari), giovane sognatore, un immigrato siciliano in una città del nord non ben definita. Rendano è da sempre innamorato di Ketty (Sabrina Impacciatore), che non vede dai tempi delle scuole medie e a cui non ha mai potuto confessare il suo amore.
Quando il suo grande amico d’infanzia Giovanni (Claudio Gioè) lo raggiunge nel nord per avviare un’attività, scopre che quest’ultimo ha sposato proprio la donna dei suoi sogni, dalla quale oltretutto ha avuto la piccola Maria Assunta (Andrea Marika Siviero). Mimì non può che far buon viso a cattivo gioco e continua la propria esistenza, condividendo le gioie della giovane famiglia, finché Giovanni non muore a causa di una malattia inguaribile, superato il lutto, ha dunque campo libero nella conquista del cuore della sua Ketty.
A questo punto non c’è che da chiedersi se: “Si può condividere ragionevolmente un amore che a lungo è stato solo intimamente desiderato, e quindi continuamente rielaborato solo per se stessi e la propria fantasia?”.
A questa domanda il regista cerca di dare una risposta attraverso questa storia dai toni un po’ grotteschi e surreali, che prende il nome dalla celebre e bellissima canzone della grande Mina.
Passo dopo passo, tra simpatiche gag e la parlantina veloce, lo spettatore vede quasi coronarsi il sogno d’amore di Rendano, ma, a causa di un assegno bancario, Mimì si trasforma in un rapinatore e sequestratore armato di pistola (vecchio tipo, senza sicura) e di una fantomatica bomba, chiusa in una valigetta. Proprio grazie a tutte queste vicessitudini, in cui è evidente l’incapacità del protagonista di accettare e sottostare alle regole del mondo che lo circonda, il giovane siciliano riesce a toccare veramente il cuore della sua Ketty. Quale miglior finale per una storia d’amore, che la nascita di una bella bambina?
Il finale è abbastanza scontato, però nel complesso il film è decisamente buono, anche se forse per la sua struttura sembra un prodotto televisivo, adatto alla programmazione tv che a quella cinematografica.
Se volete andare al cinema per passare una bella serata, in piacevole compagnia degli amici a ridere e scherzare è sicuramente il film adatto. Andate quindi a vederlo e buona visione.