[Pietre miliari] Pink Floyd - The Piper At The Gates Of Dawn

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[Pietre miliari] Pink Floyd - The Piper At The Gates Of Dawn

Messaggioda PiccoloPrincipe » mercoledì 6 agosto 2008, 16:32

Dopo alcune chiacchierate con Dick, ho deciso di inaugurare una nuova rubrica sul forum dedicato alla musica e spero che mi seguirete in tanti. Forse, aprire topic sulla carriera di una band musicale è troppo, considerato anche che raramente qualcuno conosce tutta ma proprio tutta la produzione di quel complesso o artista. Ecco allora che mi è venuta l’idea di parlare di quelli che per me sono due capisaldi del rock, pietre miliari appunto, dischi che mi hanno lasciato più di un semplice qualcosa, ma che hanno funto proprio da traino , da colonna sonora del cuore e dell’anima, un simbolo, un qualcosa da proteggere e far mio. Spero che in tanti parlerete dei vostri scrigni di perle come ho fatto io.

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Ricordo ancora il sabato pomeriggio di 15 anni anni fa , nel mezzo del cammin di mia vita finora, quando, tornando a casa, riposi titubante il vinile di Piper at The Gates of Dawn sul piatto e poggiai delicatamente la puntina: investito da una ritmica pulsante, da una pioggia spaziale di segnali radio e da un ritmo vorticoso di tamburi , invaso da una voce lontana e sinistra ‘lime and limpid green the second scene the fights between the blue you once knew, floating down the sound resounds around the icy waters underground…’, sentii chiaramente rabbrividire dentro di me: addio caro rock che ascoltavo , benvenuto adorato rock che amerò, linea di demarcazione netta della mia vita di listener di musica rock. Nelle vite di tutti c’è un prima e un dopo qualcosa, per me c’è un prima e un dopo la mia attuale fidanzata (in tutte le cose della mia vita) e un prima e un dopo Piper at the Gates of Dawn (come amante di rock). Lessi rapito le note di copertina…’Syd Barrett’…questo sconosciuto, chi sarà mai? Perché nessuno mi ha mai fatto il lavaggio del cervello parlandomi di lui invece che sempre e solo della cara , vecchia, Another Brick in The wall? Non era Roger Waters l’unico leader indiscusso storico dei Floyd? Sarà un comprimario , pensai, un provvisorio frontman prima che il buon Roger prendesse in mano le redini del tutto definitivamente, poi leggo che tutto il materiale di quell’album è suo e non di Waters (tranne che per una inutile, ma spassosa, inezia)… e allora? Pensai, molto ingenuamente, come si può esserlo solo da adolescenti di aver scoperto da solo un genio dimenticato o forse mai considerato. Passò qualche mese prima di imbattermi in un libro sulla storia del rock degli anni 60’ e scoprire che Roger Keith Barrett detto Syd era un genio per tutta la critica rock del mondo, solo che si trattava di un genio difficile, tormentato , complesso, dal tocco artistico non immediato e non per tutti. Con questo album nasce la psichedelia inglese , anzi è innanzitutto la Divina Commedia, o i Promessi Sposi , della psichedelia inglese (quella americana è tutt’altra cosa). Da allora tutte , ma proprio tutte le band, che si cimenteranno in questo genere non faranno altro che approfondire, seguire, ripartire da stilemi e moods presenti in questo disco: la fiaba surreale e sghemba (Matilda Mother, The Gnome), il beat acido e distorto (Lucifer Sam, Bike), il sabba demoniaco (Pow R. Toc H.), lo strumentale dilatato e perverso (Interstellar Overdrive, attacco spaventoso e incedere mostruoso da film horror, capostipite del grunge e del noise), le sonorità orientali (Chapter 24, direttamente dal Libro tibetano dei morti , mica pizza e fichi). La voce di Barrett non è la migliore sulla piazza ma si accorda perfettamente ai riff e ai passaggi visionari, il basso è perennemente pulsante e rabbioso, suonato con classe e cura, la tastiera fa e disfa , dipinge, costruisce, riempie, la batteria è essenziale , molto giocata sui tamburi quando occorrono i tamburi, sul rullante quando occorre il rullante, sui piatti quando occorrono i piatti, niente di più e niente di meno. Il progetto sembrerebbe costruito a tavolino con certosina pazienza (quella che invece sarà propria di The Dark Side) ma è soprattutto il risultato di un geniale istinto. La mia menzione speciale va per uno dei brani più sottovalutati di tale capolavoro: Scarecrow parte dimessamente con un tappeto di percussioni che imitano il trotterellare d’un cavalluccio e una tastierina delicata, quasi spensierata, su cui si adagia la voce di un Barrett poetico come non mai, e dopo l’ultimo ‘he stood in a field where barley grows’ (a mio parere commuovente grido di solitudine, incomunicabilità , incomprensione) la sua chitarra (e che chitarrista! quasi una dodici corde) si lancia in un finale da brividi.
Non è un dieci per un’inezia.
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Messaggioda Dick Laurent » venerdì 8 agosto 2008, 12:23

L'ho risentito e sì, cavolo, ci sono cose che non ho più sentito in nessun altro album...e non parlo solo di Astronomy Dominé, che volendo esagerare appena potrebbe entrare nella top5 delle più belle canzoni di sempre, ma anche di pezzi meno osannati come Lucifer Sam, Matilda Mother, Pow R. Toc H., ovviamente Interstellar Overdrive...sto pian piano appassionandomi al genio folle di Barrett e questo disco comincia a scalare la mia classifica non solo dei Floyd, ma anche dei dischi preferiti. Sto recuperando anche i lavori solisti di Barrett, The Madcap Laughs è folle, sempre sospeso tra filastrocca e psichedelia, romanticismo ed inquietudine...Barrett lo devo ancora sentire invece.

:-9

P.S. volevo comprarmi il cd, poi ho notato che nella 3 dischi ci sono i singoli, tra cui anche quella See Emily Play che mi fa impazzire (bizzarro il video)...solo che non lo trovo in giro a prezzi umani (o meglio, ci sarebbe ma sono le mie proverbiali braccine corte a bloccarmi :( )
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Messaggioda PiccoloPrincipe » venerdì 8 agosto 2008, 13:20

Dick Laurent ha scritto:L'ho risentito e sì, cavolo, ci sono cose che non ho più sentito in nessun altro album...e non parlo solo di Astronomy Dominé, che volendo esagerare appena potrebbe entrare nella top5 delle più belle canzoni di sempre, ma anche di pezzi meno osannati come Lucifer Sam, Matilda Mother, Pow R. Toc H., ovviamente Interstellar Overdrive...sto pian piano appassionandomi al genio folle di Barrett e questo disco comincia a scalare la mia classifica non solo dei Floyd, ma anche dei dischi preferiti. Sto recuperando anche i lavori solisti di Barrett, The Madcap Laughs è folle, sempre sospeso tra filastrocca e psichedelia, romanticismo ed inquietudine...Barrett lo devo ancora sentire invece.

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P.S. volevo comprarmi il cd, poi ho notato che nella 3 dischi ci sono i singoli, tra cui anche quella See Emily Play che mi fa impazzire (bizzarro il video)...solo che non lo trovo in giro a prezzi umani (o meglio, ci sarebbe ma sono le mie proverbiali braccine corte a bloccarmi :( )


Sono felice che stai 'entrando' profondamente dentro questo capolavoro, non potrai che averne giovamento! 'Barrett' è un disco molto controverso che forse non doveva neppure essere mai registrato o comunque non in qeul momento: c'è un brano in cui addirittura si sente chiaramente il fruscio della pagina scorsa da Syd sul leggio (con ovviamente anche brevissimo stop conseguenziale della musica e della voce). Qualcuno (tra quelli della casa discografica di allora) la spaccia per 'musica verità', secondo me è solo cannibalismo e sfruttamento. Comunque sia ci sono perle anche lì. Per quanto concerne Piper compra magari la versione a due dischi (mono e stereo...fondamentale anche avere quella mono, ti garantisco che è un altro mondo, fidati) che costa qualcosa in meno e poi in futuro Relics che tanto contiene tutti i singoli del periodo oltre che una versione di Careful with tha axe Eugene' in studio inferiore a quella presente su Ummagumma. Oppure raccogliti pian piano i soldini. Merita davvero.

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