[Gruppi] Nirvana

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[Gruppi] Nirvana

Messaggioda Dick Laurent » domenica 20 aprile 2008, 20:39

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Formazione:
Kurt Cobain: Voce, Chitarra
Chris Novoselic: Basso
Dave Grohl: Batteria, Seconda voce

Chad Channing: Batteria (Bleach)


Discografia:
1989 - Bleach 8,5
1991 - Nevermind 10
1992 - Incesticide 7,5
1993 - In Utero 10
1994 - Unplugged in New York 9,5


Nirvana...i Nirvana sono il più importante gruppo del genere grunge (ma non il fondatore...sono i Melvins), conosciuto anche come Seattle Sound per l'origine del movimento, che, dopo l'incredibile successo di Nevermind, secondo album del gruppo, ha visto fiorire gruppi importantissimi come Alice in Chains, Pearl Jam, Screaming Trees, Soundgarden. Li ho conosciuti grazie ad un amico fanatico, inizialmente ero un po' scettico (tmpo fa avevo già ascoltato Nevermind che non mi aveva lasciato nulla), poi mi sono fatto travolgere...ora vado in giro in camice di flanella sformate ed aperte, con sotto magliette, jeans un po' stracciati ecc. ecc. :-)
Bleach è l'album d'esordio, potente e rabbioso come pochi, davvero doloroso in pezzi come School o Paper Cuts: è grunge al 100%, da Blew a Negative Creep, da Mr. Moustache a Downer, con in più la dolce, struggente About a Girl...forse un po' acerbi, ma che esordio! Nevermind è il Capolavoro con la C maiuscola, uno dei più bei album di fine secolo: tutti i pezzi sono memorabili, potenti. Al di là delle superbe Smell Like Teen Spirit e Come as You Are c'é ben poco di commerciale: Breed, Polly, Territorial Pissings, Lounge Act, On A Plain, Stay Away sono grida di dolore sentite e scioccanti. Incesticide è una raccolta, ma con pezzi da antologia come Dive o Hairspray Queen e cover riuscitissime dei Vaselines (Molly's Lips e Son Of a Gun). Poi viene In Utero, devastante, malato...sa commuovere con Heart Shaped Box, Dumb, Penniroyal Tea e All Apologies ed esplode di rabbia, furore, dolore in Scentless Apprentice (il ritornello fa rabbrividire), Rape Me, Frances Farmer Will Have Her Revenge on Seattle, Milk It, Radio Friendly Unit Shifter e nella sconvolgente, distruttiva Tourette's. Inimitabile. L'Unplugged è la conferma della loro genialità e della loro forza: sono un gruppo che sa mettersi in discussione e che sa rinuciare a chitarre elettriche e deformazioni sonore, loro pezzi forte. Esibizione pultia, toccante, anche forte, con il plus della sentita interpretazione Cobain, emozionante a dire poco: a fianco ai pezzi classici del gruppo (ma gli inni come Smell Like li hanno lasciati a casa) si segnalano le cover di Bowie (The Man Who Sold The World, all'altezza dell'originale), Vaselines (Jesus Doesn't Want Me for a Sunbeam), Meat Puppets (la stupenda Plateau, Oh Me e Lake of Fire) e, a sorpresa, del Guithrie nero Leadbelly (Where Did You Sleep Last Night). Poi la tragedia, e la musica ha perso un po' di forza, un po' di quel teen spirit ribelle che, dai Sex Pistols in poi, ha sempre portato nuove sorprese e pietre miliari.

A voi la palla.

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Ultima modifica di Dick Laurent il domenica 20 aprile 2008, 23:17, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda giuphish » domenica 20 aprile 2008, 20:47

1991 - Nevermind ****
1994 - Unplugged in New York ****

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Re: [Gruppi] Nirvana

Messaggioda vegeta85 » domenica 20 aprile 2008, 21:03

1991 - Nevermind 9
1992 - Incesticide 7,5
1993 - In Utero 9
1994 - Unplugged in New York 10
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Messaggioda Dick Laurent » domenica 20 aprile 2008, 23:09

Vegeta, recupera assolutamente Bleach...non te en pentirai! Mi è arrivato un paio di giorni fa da play.com, pagato poco più di 5 euro, ne vale almeno il triplo! :-) Non è forse all'altezza di Nevermind o In Utero, ma ci va vicino, grunge allo stato puro!

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Messaggioda PiccoloPrincipe » lunedì 21 aprile 2008, 0:56

Premetto che per me non è assolutamente facile dare voti agli album dei Nirvana perché per me sono tutti 10 , tutti dischi perfetti a seconda del mio umore; ognuno ha accompagnato momenti fondamentali della mia adolescenza.
L’inizio dei Nirvana è assolutamente folgorante : Bleach. E consideriamo che Cobain e soci non prediligevano affatto la dura e pura materia grunge, ma che , per la maggior parte, la strada da seguire per l’album fu indicata dalla Sub Pop. I capolavori sono, nonostante tutto, tantissimi , i testi semplici e diretti, ridotti all’osso ma non per questo poco significativi. Il brano che preferisco in assoluto è About a girl , il più ‘nevermindiano’, il più in linea con ciò che saranno i Nirvana , ma che già qui vediamo in nuce: un gruppo con un forte istinto melodico segnato dal profondo dolore del leader la cui voce sa accarezzare e frustare, prima dolce e delicata e poi lava incandescente. Alcuni brani hanno l’incedere di veri e propri panzer (Negative creep , School, Swap meet), altri sono più ‘melvinsiani’, più lenti e cupi (Sifting) , cupissimi in alcuni casi (Blew).
Nevermind è il capolavoro assoluto, anche se a posteriori l’avrei voluto tanto ascoltare con una produzione meno lambiccata e ‘pulita’ di quella realizzata da Butch Vig , eccezion fatta per Territorial pissings che riassume il perfetto stile punk della band, per la serie: ‘Butch, abbiamo fatto quello che hai voluto tu, ora qui ti sorbisci ciò che vogliamo fare noi, come lo vogliamo fare noi, come siamo noi’. I singoli sono brani storici: Smells like teen spirit, Come as you are e Lithium farebbero la fortuna di una qualsiasi band se fossero distribuiti in più album: qui ce li troviamo in un solo. Episodi come Breed ci riportano alle atmosfere dell’album precedente ma con una nuova coscienza dei propri mezzi e un livello di maturità insospettabile. Ritengo che il grande merito della superiorità di Nevermind rispetto a Bleach sia la batteria di Grohl, potente , ubriacante , precisa, laddove quella di Channing , in Bleach, era più tecnica, quasi troppo ‘razionale’. I colpi inferti da Grohl rappresentano , insieme al canto disperato e doloroso di Cobain , la spina dorsale dei Nirvana, il marchio di fabbrica che li renderà famosi in tutto il mondo. Tutti i brani di questo disco sarebbero i brani migliori negli album di tanti gruppi di quegli anni (e di questi): come dimenticare altri clamorosi episodi come Drain you (altro tour de force di Grohl), Lounge Act col suo basso cingolato e lancinante , Stay Away (stavolta tour de force di Cobain), On a plain e la delicatezza di Something in the way. Curioso il lungo brano , ghost track, che parte una ventina di minuti dopo la chiusura di Something in the way e denominato poi Endless , Nameless: una vera e propria orgia strumentale delirante in cui la potenza inaudita del gruppo può liberamente esprimersi e sfogarsi.
Incesticide è una raccolta di outtakes , brani dimenticati e quant’altro , ma purtroppo non scava il fondo del barile come i fan, a quel tempo, si auguravano, circostanza che ha poi dato vita alla lunga serie degli ‘Outcesticide’. C’è di tutto e di più ma l'insieme risulta perfettamente amalgamato: brani capolavoro che non avrebbero sfigurato in Nevermind accanto alle perle di cui sopra quali Dive o Aneurysm (imho, mi sbilancio, il capolavoro assoluto dei Nirvana), cover curiose (Molly’s lips, Turnaround), brani assurdi , lontanissimi dal poter essere considerati orecchiabili, ma resi comunque godibilissimi dall’estro di Cobain (Hairspray queen, eccezionale, Mexican seafood, Beeswax). La genialità di quest’album sta nel fatto che , normalmente, raccolte come questa sono consigliabili solo ai fan più accaniti, ma i Nirvana riescono anche in questo miracolo: creare il capolavoro dai cosiddetti ‘scarti’. Come possiamo definire scarto un brano come Sliver? Impossibile.
In Utero chiude ahimè prematuramente la storia discografica dei Nirvana. La produzione, memori i nostri del lavoro fatto su Nevermind, viene affidata a una vecchia volpe del circuito indie quale Steve Albini (anch’egli leader di band seminali e di importanza capitale quali Big Black , Rapeman e Shellac) che mostra subito ai suoi ‘committenti’ quale deve essere la strada maestra: il suono è più grezzo, ma non perchè venga in qualche maniera sporcato, semplicemente perché tutta la strumentazione viene ripresa nella sua naturalezza senza venir ripulita , effettata o qualt’altro. Sembra un effetto speciale ma si tratta solo di una voce, di una chitarra, di un basso e di una batteria suonate in una stanza con un’ottima acustica da gente che sa il fatto suo, sfruttando solo il riverbero naturale. Comunque sia qualcosa nel rapporto tra i Nirvana e Albini non funziona completamente, tanto che la produzione di alcuni brani è poi affidata a un altro pezzo di storia del rock anni 80 e 90: quello Scott Litt che aveva fatto tante fortune degli R.E.M. e la cui mancanza oggi sentiamo particolarmente. Per quanto concerne i brani presenti , i capolavori si sprecano: complessivamente il sound è più duro e pesante anche se non mancano episodi più delicati e sofferti quali Dumb, Pennyroyal tea e Heart-shaped box o pezzi più orecchiabili qual è Rape me. Sul verante più sperimentale brani come Milk it sembrano segnare quasi la strada che i nostri avrebbero preso successivamente (a dire di Cobain), ma sempre senza mai perdere di vista la melodia. Per molti versi si tratta complessivamente di un disco allo stesso livello di Nevermind , toccando vette anche superiori per maturità compositiva, ma che impone un maggior numero di ascolti per essere compiutamente apprezzato. Dopo sei o sette ascolti non si potrà più farne a meno (io , anni fa, arrivati anche a tre-quattro giornalieri). Anche stavolta, dopo svariati minuti di assoluto silenzio dopo l’ultima nota della stupenda All apologies (ma quanti, troppi, capolavori!) ascoltiamo una ghost tack, stavolta dichiarata esplicitamente sulle note di copertine del cd dal nome ‘Gallons of rubbing alcohol flow through the strip’: meno trascinante di Endless, nameless è però più canzone di questa (non solo una scatenata orgia da chiusura di concerti con conseguenziale distruzione della strumentazione e del palco) e non avrebbe assolutamente demeritato all’interno della normale tracklist.
Sappiamo tutti poi che la storia dei Nirvana si chiude bruscamente nell’Aprile del 1994 con la morte del leader Kurt Cobain.
Normalmente, in questi casi, e questo non ha fatto purtroppo eccezione, si assiste a quello che io chiamo il ‘di tutto di più’, cioè in pratica si fa uscire sul mercato qualsiasi cosa a nome dell’artista scomparso (magari anche incompleto) non rendendo onore a nessuna memoria , ma guardando solo ai portafogli dei fan e dei collezionisti. A parte il doveroso Unplugged in NY , operazione di cui però non capisco molto il senso per una band che fa dell’ ‘elettrificazione’ e della potenza della ritmica (la batteria qui è suonata con bacchette di bambù e spazzole) il suo punto di partenza e quindi marchio di fabbrica , si passa attraverso un live album, From the muddy banks of the Wishkah, abbastanza anonimo , fatta eccezione per una versione di Smells like teen spirit che ce la riporta alla velocità con cui era stata inizialmente progettata (poi inspiegabilmente rallentata in fase di registrazione dalla produzione di Nevermind, forse per strizzare più l'occhio alle programmazioni radiofoniche) , si arriva a un indecoroso The Best of che non consiglio a nessuno, anzi vieto assolutamente anche a chi non conosca nulla dei Nirvana e ci si voglia avvicinare: la scelta dei brani è assolutamente discutibile e la presenza di un solo inedito, nemmeno tutto questo granchè, è un insulto per i fan più accaniti. Chi si vuole avvicinare ai Nirvana compri pure Nevermind e In Utero ed eviti questo The best of come la peste.
Unica luce in fondo al tunnel lo splendido cofanetto (ma poteva persino essere migliore) With the lights out che raccoglie brani inediti e alternative versions, oltre che un dvd assolutamente imperdibile, ma che giunge con una decina di anni di ritardo e che comunque non fa piazza pulita di tutti gli Outcesticide (bootleg che girano in rete da anni e anni e raccolgono davvero tutto fino al fondo del barile): non posso non pensare all’ennesima presa per i fondelli per i fans organizzata da una certa signora che detiene metà dei diritti di questo ben di Dio e che lo centellina come un tesoro prezioso su cui investire nei momenti più grigi e bui , finanziariamente parlando(il cognome di questa persona tradotto dall’inglese all’italiano significa ‘amore’, ma lasciamo perdere…). Il cofanetto comunque è straconsigliato , ma più ai fan come ad esempio Dick. In pratica, Dick, se non ce l’hai ancora, fai l’investimento e ne sarai ampiamente ripagato. Io l’ho preso il giorno dell’uscita: caso unico nella mia storia di acquirente di cd ho visto il pacco arrivare in negozio, ho atteso che lo scartassero e mi sono fatto calcolare il prezzo davanti (ancora dovevano ovviamente stabilire il ricarico e attaccare il talloncino), strafregandomene degli sconti natalizi che sarebbero giunti sicuramente, come poi è stato, un mese e mezzo dopo solamente. Non l’ho fatto più per nient’altro e non me ne pento: signori sono i Nirvana, la colonna sonora privilegiata della mia vita dai 17 anni ai 22, un pezzo del mio cuore, della mia anima, un qualcosa che ho amato profondamente , che mi ha avvicinato alla musica (grazie a loro ho cominciato a suonare la batteria e ho formato un gruppo, ovviamente punk-grunge), un qualcosa che c’è stato, c’è e ci sarà e che nessuno potrà mai togliermi.

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Messaggioda hollywoodlady » lunedì 21 aprile 2008, 12:32

Dai 16 a 19 anni ero PAZZO per i Nirvana. Ascoltati col senno di poi considero un capolavoro solo Nevermind (tralasciando l'importanza storica) e lo splendido Unplugged in NY (che è l'altra faccia della medaglia). Cobain è stato mitizzato e spremuto fino alle ossa eppure ha sempre il suo fascino sugli adolescenti (ne lessi 4 biografie :-28 ).
Uno di quei gruppi che rimpiangerò sempre di non aver ascoltato dal vivo. :-8

EDIT:

Bleach 7
Nevermind 10
Incesticide 6
In Utero 7
Unplugged in NY 9
From the Muddy Banks of the Wishka 7
************************************************
THE'RE COMING TO GET YOU BARBARA!

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Messaggioda PiccoloPrincipe » lunedì 21 aprile 2008, 14:16

hollywoodlady ha scritto:tralasciando l'importanza storica


Importanza storica fondamentale, anche maggiore di quanto spesso si è affermato e letto in giro: basti solo il fatto che prima di Nevermind le classifiche erano dominate da Whitney Houston e la sua canzone , a modo suo, strappalacrime tratta dalla colonna sonora di Bodyguard e simili...per noi appassionati di rock erano tempi durissimi...poi svetta Nevermind e da allora molto rock alternativo. Nevermind e i Nirvana sdoganano il punk dal sottobosco di genere prettamente underground e per pochi eletti a fenomeno più di massa ma senza concedere troppo a esigenze commerciali (come faranno invece i Green Day ad esempio). Nevermind fa in ambito punk quello che i Metallica avevano fatto in ambito metal col Black Album , ma loro sì che si dovettero parecchio snaturare. Sull'Unplugged , ripeto, continuo invece a nutrire dei dubbi...

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Messaggioda Dick Laurent » lunedì 21 aprile 2008, 14:32

PiccoloPrincipe ha scritto:cofanetto comunque è straconsigliato , ma più ai fan come ad esempio Dick. In pratica, Dick, se non ce l’hai ancora, fai l’investimento e ne sarai ampiamente ripagato.


Il cofanetto non ce l'ho, ce l'ha il mio amico sfegatato (più di me o forse solo da più tempo) e quando vado da lui lo consumo pian piano (ne è gelosissimo e non vuole che esca di casa sua, ma lo capisco :lollol)...in negozio non l'ho più visto, credo che mi butterò sul mercato estero, appena riempirò un po' il portafoglio :-28

Per il resto concordo con tutto quello che hai scritto, in particolare sul valore aggiunto di Grohl alla batteria da Nevermind in poi. Per l'Unplugged, ammetto che la prima volta mi lasciò freddo (ho visto la registrazione ed ero più emozionato dal vedere Kurt & Co. che dai brani in generale), poi riascoltandolo ne ho colto la grandezza: primo perché i brani, cover e non, sono perfetti (come esecuzione) e secondo, diretta conseguenza, hanno dimostrato che non sanno fare solo un tipo di musica, ma sanno mettersi in discussione (il centro di All Apologies è questo, l'accettare i propri errori, il guardarsi indietro, vedere cosa non va, correggersi o magari provare solo strade nuove) e rinunciare al loro grunge deformato e devastato, possono riuscire anche nella musica "normale", non si nascondono dietro una sola caratteristica (come fanno molti gruppi moderni). E brani come About a Girl e Dumb ne guadagnano, ma Pennyroyal Tea è devastante, più dolorosa in live che nell'album. Ora scappo, torno sull'argomento più tardi!

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Messaggioda skeletor » mercoledì 7 maggio 2008, 16:41

1989 - Bleach 8
1991 - Nevermind 10
1992 - Incesticide 6,5
1993 - In Utero 7,5
1994 - Unplugged in New York 8,5
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Messaggioda Roy Batty » martedì 27 maggio 2008, 12:14

I miei voti:

1989 - Bleach 8,5
1991 - Nevermind 7
1992 - Incesticide 7,5
1993 - In Utero 9
1994 - Unplugged in New York 8

Lì ho conosciuti nel '93, tramite il video di una canzone stupenda e di un video capolavoro, Heart Shaped Box. Da lì in poi non lì ho più lasciati, fanno parte della mia vita.
Ho comprato cd, libri magliette e quant'altro. Le loro canzoni sono di un'impatto audio/sensoriale che non molti gruppi dello stesso periodo hanno avuto. Poi la voce di Cobain è una dei quelle che ti entra dentro, ti scuote e ti lascia senza parole.
Non sò che darei per assistere ad un concerto dei Nirvana oggi, con la lineup originale (nell'ultimo periodo i nirvana si stavano sciogliendo), magari con un ultimo album; un ultimo singolo su mtv; un'ultima intervista su Rolling Stones....
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Messaggioda speak » venerdì 20 giugno 2008, 10:03

Io li ho visti a Milano nel 1994 al Palatrussardi! Comunque con il senno di poi solo due titoli sono imprescindibili in OGNI discografia.

1991 - Nevermind 10

1994 - Unplugged in New York 10

Cinicamente parlando la loro uscita di scena e' stata perfetta.. al picco della popolarita' smentendo tutti i detrattori che parlavano dei testi di Kurt come di finto 'esistenzialismo' da classifica! Davvero da manuale... l'ultima LEGGENDA rock comparabile ormai ai 'classici' Jimi Hendrix, Bon Scott, Janis Joplin e Jim Morrison.

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