Susan Hayward - Red (1986) di Laguardia & Arceri

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Susan Hayward - Red (1986) di Laguardia & Arceri

Messaggioda zasor56 » domenica 5 luglio 2020, 21:46

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Red - The tempestuous life of Susan Hayward
Autore: R. Laguardia & G. Arceri
Casa editrice: Robson Books Ltd
Anno di pubblicazione: 1986
Lingua: inglese
Edizione rilegata con sovraccoperta fotografica
Pagine: 260 + 20 pagine di fotografie

Susan Hayward è stata tra gli anni '40 e '50 una delle star più popolari del cinema internazionale, grazie a film come "Una donna distrusse", "Davide e Betsabea", "Questo mio folle cuore" e tantissimi altri, sino ad arrivare a quei due capolavori che sono "Piangerò domani" e "Non voglio morire", legando spesso il suo nome a storie di donne dalla vita tragica. Bella e volitiva, la sua vita privata fu nondimeno molto meno fortunata di quella pubblica della stella del cinema, vita che si concluse a soli 57 anni per un tumore al cervello.

Delle tre biografie scritte su di lei da vari autori, io ho letto finora solo questo "Red - The tempestuous life of Susan Hayward", il cui titolo è - ahimè - la chiave di volta per capire il taglio dato dai due autori a questo lavoro, in cui purtroppo ci si sofferma troppo a lungo sulla vita privata dell'attrice dai capelli rossi e troppo poco sui suoi film, che vengono sì esaminati, ma senza quell'analisi che a mio parere avrebbe fatto di questa biografia un libro migliore.

Il ritratto che ne esce - per come l'attrice viene descritta dagli autori - è quello di una donna difficile, spesso egoista e irriconoscente verso la sua stessa famiglia (madre e sorella in particolare), forte e fragile contemporaneamente; parecchio spazio è dedicato anche al suo tentato suicidio e, naturalmente, alle diverse relazioni amorose che ebbe con uomini diversi. Non mancano ad ogni modo le parti decisamente interessanti, soprattutto quando si riflette sui suoi film, oppure si parla dell'enorme delusione nel non aver avuto l'oscar nel '56 per "Piangerò domani" a causa degli scandali che l'avevano travolta mesi prima (quell'anno vinse Anna Magnani per "La rosa tatuata") o di altre cose ancora.

Nell'insieme, una biografia con luci ed ombre, che si legge comunque con piacere ed interesse sino alla fine.
zasor56
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