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DVD

Zoomando sui quadri di Escher - Hendrik Lenstra (Menti Matematiche 7)

DVD
Anno: 2008
Regia: ---
Cast: Hendrik Lenstra
Genere: documentario
Durata: 70

Scheda tecnica

Video: 4:3
Audio: Italiano e inglese
Sottotitoli:
Extra: nd
Distribuzione: Le Scienze
Regione: 2
Note: Bellezza artistica e necessità matematiche. È il binomio che fa da filo rosso alla lezione magistrale Zoomando sui quadri di Escher tenuta da Hendrik Lenstra all'Auditorium di Roma nel 2008, e riproposta nel settimo DVD della collana Menti matematiche, allegato a richiesta con «Le Scienze» di luglio. Protagonista della lezione è la litografia Galleria di stampe, realizzata dall'artista olandese Maurits Cornelis Escher nel 1956. Nell'opera si può notare un giovane che osserva una stampa in una galleria d'arte. Tra gli edifici dipinti sulla stampa, paradossalmente, il giovane vede la stessa galleria in cui si trova in quel momento. Al centro della litografia campeggia un cerchio bianco, necessario a Escher per completare l'opera. Se oggi il procedimento con cui l'artista ha prodotto Galleria di stampe è abbastanza chiaro, e ben descritto nel volume Lo specchio magico di Escher, di Bruno Ernst, per molto tempo invece si è ignorato che nell'opera è presente il cosiddetto «effetto Droste». Il nome di questo singolare fenomeno indica una particolare tecnica di pittura ricorsiva, è stato introdotto negli anni settanta e proviene da un'etichetta ideata all'inizio del secolo scorso per una scatola di una celebre marca di cacao, la Droste, anch'essa olandese. Nell'etichetta compare l'immagine di un'infermiera con in mano un vassoio. Sopra il vassoio ci sono una tazza e una scatola, sempre della stessa marca di cacao, che in questo modo dà origine a una ricorsività dell'immagine. La presenza dell'effetto Droste in Galleria di stampe è stata scoperta nel 2003 proprio da Hendrik Lenstra, altro olandese, insignito nel 1998 del premio Spinoza, grazie a un'analisi matematica della litografia a cui ha collaborato il suo collega Bart de Smit. Reso noto in un articolo dal titolo The Mathematical Structure of Escher's Print Gallery (si veda «Notices of the AMS», Vol. 50, n. 4, aprile 2003), il lavoro di Lenstra, all'epoca all'Università di Leida, ha dimostrato che è possibile descrivere correttamente la struttura matematica di Galleria di stampe. Ovvero è possibile identificare quei vincoli matematici senza i quali Escher non avrebbe potuto completare una delle sue opere più importanti. L'analisi di Lenstra ha inoltre dimostrato che è possibile scrivere un algoritmo con cui completare la macchia bianca al centro della litografia, come poi ha effettivamente fatto il matematico olandese, spingendosi dunque più in là rispetto all'artista. La passione ha portato Lenstra anche a collezionare e studiare numerose altre immagini, spesso pubblicitarie, in cui è presente l'effetto Droste o che è possibile modificare in modo interessante sfruttando lo stesso effetto, che ormai è parte integrante della cultura olandese. Al punto che è diventato un sinonimo molto comune per «autoreferente», come spiega Lenstra, che con un pizzico di orgoglio chiede al pubblico se non sia il caso di adottarlo «anche nella bella lingua di Dante». Si accettano scommesse.

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