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DVD

Ricetta matematica del mondo, La - Frank Wilczek (Menti Matematiche 4)

DVD
Anno: 2008
Regia: ----
Cast: Frank Wilczek
Genere: documentario
Durata: 70

Scheda tecnica

Video: 4:3
Audio: Italiano e inglese
Sottotitoli:
Extra: nd
Distribuzione: Le Scienze
Regione: 2
Note: Tra qualche anno, grazie alle scoperte di LHC, l'acceleratore di particelle costruito al CERN di Ginevra, capiremo se la natura sta insegnandoci qualcosa, oppure sta prendendoci in giro. Perché solo allora, almeno questo è l'auspicio dei fisici, realizzeremo se l'unificazione delle quattro interazioni fondamentali (gravitazionale, elettromagnetica, nucleare forte, nucleare debole), uno dei grandi obiettivi scienza, è possibile all'interno di un unico quadro teorico. In altre parole, capiremo se è possibile descrivere la realtà che ci circonda solo con una serie di equazioni matematiche, o, se preferite, con una serie di rapporti tra numeri. Si conclude così la lezione di Frank Wilczek, premio Nobel per la fisica nel 2004, dal titolo La ricetta matematica del mondo, tenuta al Festival della Matematica di Roma nel 2008. E che «Le Scienze» vi propone con un DVD allegato a richiesta con il numero di aprile, quarta uscita della collana Menti Matematiche. Parte da lontano la tensione umana di descrivere la realtà con rapporti tra numeri che rendano conto dell'armonia del mondo. Come ricorda Wilczek in apertura, intorno al 600 a.C. furono Pitagora e i suoi seguaci a sentenziare: «Tutto è numero». Una visione che per ironia della sorte proprio gli stessi pitagorici minarono alle fondamenta con la scoperta della radice quadrata di due, un numero irrazionale. Fu Keplero, a cavallo tra il XVI e il XVII secolo, a recuperare dall'oblio in cui era caduta la visione di un mondo armonico, proprio a causa dei numeri irrazionali, che come tali sono composti da un numero infinito di cifre e dunque non si accordano alla creazione di rapporti armonici. Spiega Wilczek, in una lezione rigorosa dal punto di vista scientifico ma assolutamente godibile nello stile e nel contenuto, che grazie allo studio delle orbite dei pianeti dell'astronomo e matematico tedesco Keplero, quel campo del sapere che in seguito sarebbe diventato «scienza», aveva ritrovato la visione pitagorica del mondo: in sostanza numeri, strutture e armonia. Una visione che però con la pubblicazione delle opere di Isaac Newton verso la fine del XVII secolo tornava nuovamente in secondo piano, visto che le equazioni elaborate dal genio inglese non davano alcun indizio di un mondo regolato da una struttura numerica o concettuale. Verso la fine del XIX secolo la scoperta della equazioni di Maxwell, che descrivono i fenomeni elettromagnetici, sembrava ribadire la concezione del mondo teorizzata da Newton. Ma di lì a poco le cose sarebbero cambiate radicalmente. È stato l'arrivo della meccanica quantistica a riportare strutture numeriche e concettuali nelle formule degli scienziati. Emblematica è la descrizione dell'atomo operata nel 1913 Niels Bohr. Da quel momento lo studio del mondo infinitamente piccolo, in particolare l'elettrodinamica quantistica (QED), la cromodinamica quantistica (QCD) e il modello standard hanno rispolverato la visione pitagorica del mondo. A LHC - per Wilczek «un monumento contro la superstizione» - l'ultima sentenza.

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