Label che presumibilmente non pagano i diritti!

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Re: Label che presumibilmente non pagano i diritti!

Messaggioda darkglobe » martedì 6 agosto 2013, 14:13

Saimo ha scritto:Che titoli hai chiesto?

Roba così, abbastanza semplice:
1 - People Will Talk - Joseph L. Mankiewicz
2 - The Reclutant Debutante - Vincente Minnelli
3 - Fifth Avenue Girl - Gregory La Cava
4 - Band of Angels - Raoul Walsh
5 - Man's Favorite Sport - Howard Hawks
6 - Twentieth Century - Howard Hawks

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Re: Label che presumibilmente non pagano i diritti!

Messaggioda darkglobe » lunedì 12 agosto 2013, 0:07

Le ulteriori domande a cui la SIAE non ha ancora risposto...

    Se ho ben capito, la SIAE non può offrire alcuna garanzia sul fatto che le etichette di home video nazionali ([...]) stiano agendo nel pieno rispetto dei diritti dei produttori cinematografici, dovendosi la SIAE occupare della semplice riscossione dell'equo compenso per i coautori (regista, sceneggiatrore, adattaore dialogo, etc).
    Se, come ho compreso, il produttore dopo 50 anni dalla fissazione, non può più esercitare il proprio diritto connesso di autorizzare la riproduzione diretta o indiretta delle copie del film, la distribuzione, etc, come potrebbe poi esercitare il suo diritto di sfruttamento economico? Chi a questo punto autorizza dopo i 50 anni riproduzione, distribuzione o tutto quanto previsto dall'articolo 78? Ovvero in quale modo il produttore riesce ad esercitare dopo i 50 anni la sua qualità derivata di soggetto di diritto d’autore finalizzando il suo diritto di sfruttamento economico?

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Re: Label che presumibilmente non pagano i diritti!

Messaggioda darkglobe » martedì 14 gennaio 2014, 18:10

Segnalo questo link realtivo ad una sentenza di Cassazione del 2009, sulle tutele per le opere cinematografiche: va approfondito il testo che è piuttosto complesso, ma sembrerebbe in parte chiarire perché dopo 50 anni non vi dovrebbero esservi vincoli specifici al diritto di autorizzazione alla riproduzione (diritto connesso spettante al produttore):

Cassazione, Sez. un. pen., 29 dicembre 2009, n. 49783

che poi si ritrova anche sul sito della Corte Suprema di Cassazione:

http://www.cortedicassazione.it/Notizie/GiurisprudenzaPenale/SezioniUnite/SchedaNews.asp?ID=1535

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Re: Label che presumibilmente non pagano i diritti!

Messaggioda leone510 » martedì 14 gennaio 2014, 21:19

Scusami io vorrei farti una semplice domanda: se come si dice sia vero, ovvero che in determinati casi dopo un tot numero di anni i diritti vengono perduti, e quindi chiunque può editare certi film, come mai la Golem e la A&R sono le più veloci di tutti?
Voglio dire come mai una Ripley, una Flamingo, una Pulp Video, una Bim etc. etc. non hanno mai saputo acchiappare in tempo queste occasioni? Tanto non ci sono diritti da pagare no?

Guarda caso la A&R (e a seguire la Golem) è di una velocità impressionante, anticipa sempre tutti, ma guarda un pò!!! :!!
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Re: Label che presumibilmente non pagano i diritti!

Messaggioda darkglobe » mercoledì 15 gennaio 2014, 12:25

leone510 ha scritto:Scusami io vorrei farti una semplice domanda: se come si dice sia vero, ovvero che in determinati casi dopo un tot numero di anni i diritti vengono perduti, e quindi chiunque può editare certi film, come mai la Golem e la A&R sono le più veloci di tutti?
Voglio dire come mai una Ripley, una Flamingo, una Pulp Video, una Bim etc. etc. non hanno mai saputo acchiappare in tempo queste occasioni? Tanto non ci sono diritti da pagare no?
Guarda caso la A&R (e a seguire la Golem) è di una velocità impressionante, anticipa sempre tutti, ma guarda un pò!!! :!!
Beh, che non vi siano diritti da pagare non è vero perché ci sono quelli d'autore che pagano tutti, A&R e Golem incluse, perché, avendo i loro DVD il bollino, c'è la dimostrazione che hanno versato gli emonumenti alla SIAE che a sua volta li rigira ai corrispettivi aventi diritto.

La questione, assai confusa devo dire, è cosa accade dopo questi benedetti 50anni nei quali il produttore è l'unico che può fornire l'autorizzazione alla pubblicazione. Sarà molto interessante sapere come finirà la causa per Il Piccolo fuggitivo (film del 1953), ma a mio avviso tra diritto di sfruttamento commerciale e diritto connesso per l'autorizzazione alla pubblicazione esiste un evidente contrasto, una gran confusione legislativa, su cui la stessa SIAE non risponde (ieri li ho perfino chiamati al tele per sollecitare un parere) e su cui la sentenza di Cassazione sopra riportata potrebbe far chiarezza.

Al di là della sentenza che ho trovato soltanto ieri (cercare le informazioni su google sembra semplice, ma non è affatto come sembra) e che merita di essere letta con cura, prima che si possa esprimere un giudizio, a me pare che nei fatti, almeno a livello di grandi label, vi sia il disinteresse più totale per i classici, perché a loro avviso vendono poco o almeno non tanto da giustificare un investimento in termini di risorse umane.
Del resto neppure un mese fa ho comprato un cofanetto di 4 DVD di Bogart edito dalla Warner a poco più di 7 euro ed offerte analoghe sui classici delle grandi case si buttano.
Nei fatti lavorare su film vecchi non conviene ad una grossa casa perché c'è il lavoro di editing video/audio, di grafica, di sottotitolatura, di verifica dei risultati, tutte fasi che richiedono più personale dei 2-3 scagnozzi messi a lavorare in fretta e furia dalle micro-label, prendendo master video già belli e pronti chissà da dove e scaricando l'audio (comprese sigle pubblicitarie e pernacchi vari) da internet o prendendoli da qualche vecchia videocassetta, con i risultati spesso penosi che tutti conosciamo.

Flamingo, RHV mi pare lavorino molto sulla qualità del prodotto, fatto che, al di là delle questioni di diritto, si percepisce chiaramente. Del resto la stessa Flamingo ad esempio ha più volte pubblicato film che erano già disponibili presso altre label (Ermitage, Cineteca, etc) offrendo però una qualità audio/video ed extra nettamente migliori.
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Re: Label che presumibilmente non pagano i diritti!

Messaggioda leone510 » mercoledì 15 gennaio 2014, 14:59

Capisco, non del tutto però (la storia dei 50 anni), ma grosso modo evidentemente dev'essere una questione non molto semplice da risolvere!
Per quanto riguarda i diritti non intendevo quelli SIAE, quelli vanno pagati sempre, pure la A&R e la Golem li pagano, altrimenti quei dvd non potrebbero mai arrivare nei negozi del resto, ci mancherebbe che non volevano pagare nemmeno quelli!!! :!! :-21
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Re: Label che presumibilmente non pagano i diritti!

Messaggioda darkglobe » mercoledì 15 gennaio 2014, 15:49

leone510 ha scritto:Capisco, non del tutto però (la storia dei 50 anni), ma grosso modo evidentemente dev'essere una questione non molto semplice da risolvere!
Per quanto riguarda i diritti non intendevo quelli SIAE, quelli vanno pagati sempre, pure la A&R e la Golem li pagano, altrimenti quei dvd non potrebbero mai arrivare nei negozi del resto, ci mancherebbe che non volevano pagare nemmeno quelli!!! :!! :-21

Ho trovato trascrizione originale e integrale della sentenza, il cui pdf nel frattempo è scomparso dal sito della Cassazione. E` molto interessante ma lunghissima, proverò a capirci qualcosa, magari con l'aiuto di qualche legale.
Riguarda una causa intentata dalla FAPAV, Federazione anti pirateria audiovisiva, contro due tizi che pubblicavano, tramite alcune piccole società, videocassette (regolarmente bollinate SIAE, a cui però i tipi avevano comunicato altri titoli) di vecchi film di Walt Disney (Fantasia, Pinocchio, Dumbo, Bambi ed altri).
In sintesi si sostiene che anche i cartoni animati ricadono nelle stesse modalità di trattamento/regole delle normali opere cinematografiche e i due accusati (di cui uno nel frattempo perfino morto) se la sono cavata con l'assoluzione... :-21
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Re: Label che presumibilmente non pagano i diritti!

Messaggioda tAldo » giovedì 16 gennaio 2014, 3:10

ma queste pgwiki le conoscevate senz'altro

sono 70 anni in ITA
List of countries' copyright lengths
anche se c'è un po di caos tra copyright e diritto d'autore
Confusione della materia

List of films in the public domain in the United States

Anche sul bollino siae c'è un po di caos tra sentenze di annullamento europeo e ripoposte
Nel 2013 si è confermata l'illegalità del bollino in questione e sul fatto che il governo nel 2008 ha sbagliato nell'imporre il suo utilizzo
wikipedia
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Re: Label che presumibilmente non pagano i diritti!

Messaggioda darkglobe » giovedì 16 gennaio 2014, 11:29

tAldo ha scritto:ma queste pgwiki le conoscevate senz'altro
sono 70 anni in ITA

Sì, il diritto d'autore è 70 dalla morte dell'autore, poi però vi sono i diritti connessi (degli esecutori), su cui ad esempio a fine novembre 2013 il governo Letta ha fatto l'ennesima incursione, almeno in campo musicale, portandoli da 50 fino a 70 dalla prima esecuzione, così i vari Mina e Celentano sono ancora più contenti, potendo ricevere per altri 20 anni gli emonumenti per aver interpretato brani spesso scritti per loro da terzi (cioè dagli autori).
http://www.rockol.it/news-554643/diritti-connessi-registrazioni-estensione-da-50-a-70-anni-enrico

Sul cinema, per il quale i diritti connessi a quello d'autore sarebbero rimasti 50 (dalla prima proiezione pubblica), la situazione è molto più complessa e per certi versi contraddittoria, per il fatto che il produttore è considerato sia "autore" (che dunque riceve emonumenti fino a 70anni dalla morte come autore, insieme ai coautori che sono regista, sceneggiatore e pochi altri) sia titolare dei diritti connessi (relativi alla diffusione/esecuzione in pubblico dell'opera, che in questo caso riguardano anche gli attori principali dell'opera). La sentenza della Cassazione che riportavo si dovrebbe riferire a questi ultimi e stabilisce fondamentalmente la non retroattività di norme che nel tempo hanno via via allungato questi tempi da 30 anni fino a 50. Sto leggendo comunque un sacco di roba, appena posso proverò a fare una sintesi, per chi ovviamente è interessato.

Il bollino SIAE sarà anche una imposizione illegale (nel senso che dal 2008 si è sancito che non è possibile pretenderne la sua apposizione), ma qualcuno i diritti d'autore dovrà pur riscuoterli, bollino o non bollino. Anzi, per il consumatore il bollino dovrebbe essere una garanzia che almeno i diritti d'autore siano stati onorati.

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Ultima modifica di darkglobe il mercoledì 5 febbraio 2014, 22:30, modificato 2 volte in totale.
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Re: Label che presumibilmente non pagano i diritti!

Messaggioda Mmax » giovedì 16 gennaio 2014, 11:39

Ma dal momento in cui non è obbligatorio essere iscritti alla SIAE, trovo corretto che per i non iscritti non sia nemmeno obbligatorio l'uso del bollino.

Dal sito SIAE:
L’autore o il suo avente causa può esercitare personalmente i diritti riconosciuti dalla Legge, oppure affidarne la tutela alla Società Italiana degli Autori e degli Editori (art. 180 della Legge 22/4/1941, n.633) con un rapporto che può essere:

di “associazione”, se si tratta di autori, editori, produttori, concessionari e cessionari;

di “mandato” se si tratta di autori, editori, produttori, concessionari e cessionari che non intendono instaurare il rapporto associativo ma desiderano avvalersi dei servizi della Società;
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Re: Label che presumibilmente non pagano i diritti!

Messaggioda darkglobe » giovedì 16 gennaio 2014, 12:09

Mmax ha scritto:Ma dal momento in cui non è obbligatorio essere iscritti alla SIAE, trovo corretto che per i non iscritti non sia nemmeno obbligatorio l'uso del bollino.
Infatti, dovrebbe essere proprio così. :-21
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Re: Label che presumibilmente non pagano i diritti!

Messaggioda darkglobe » lunedì 18 maggio 2015, 16:21

Facendomi due passi sul sito SIAE ho scaricato i presenti due documenti.
Il primo dei due è il contenuto del contratto che una qualsiasi etichetta di Home Video deve stipulare con la SIAE e riporta bene o male quello che mi aveva scritto il responsabile dell'ufficio legale, ovvero che "La Sezione Cinema SIAE interviene solo limitatamente alla riscossione dell’equo compenso dovuto agli autori" (diritto d'autore):

1 - OGGETTO del contratto con la SIAE è infatti
la determinazione, limitatamente alle opere cinematografiche e assimilate, della misura dell’Equo Compenso dovuto dal Produttore ex art. 46 bis comma 2 LdA per la distribuzione al pubblico per l’uso privato, anche in abbinamento editoriale,
per la distribuzione promozionale/omaggio o aziendale/istituzionale, nonchè della misura dell’equa remunerazione per il
noleggio al pubblico per l’uso privato prevista dall’art. 18 bis comma 5 LdA


3 – REPERTORIO EQUO COMPENSO AMMINISTRATO DALLA SIAE
In attuazione di quanto previsto dagli artt. 46bis, 2° e 3° comma LdA, il compenso è corrisposto in favore degli autori dei
contributi di soggetto, sceneggiatura e regia di opere cinematografiche ed assimilate di produzione o coproduzione italiana, degli autori della traduzione o adattamento della versione italiana dei dialoghi di opere straniere nonché, nei limiti in cui le rispettive legislazioni considerino almeno il regista come autore dell’opera, in favore degli autori di opere di produzione comunitaria, dei quali la SIAE abbia la rappresentanza, diretta o tramite le società d’autori straniere di appartenenza, per il territorio italiano.
[...]
Il Repertorio Equo Compenso è costituito dalle opere cinematografiche e da quelle ad esse assimilate, nelle quali siano presenti apporti di soggetto, sceneggiatura e regia nonché di adattamento o traduzione della versione straniera dei dialoghi dell’opera.

6 - DIRITTI CONNESSI
Il Produttore (qui inteso come Produttore originario o Label che ne acquisisce i diritti ndr) assume pertanto piena e totale responsabilità in merito alla liceità dei materiali fonovideografici preesistenti che intende utilizzare ai fini dell’attività di riproduzione nonché alla liceità della stessa attività di riproduzione sotto il profilo del rispetto di detti diritti connessi così come disciplinati al Titolo II, Capi I, I bis, II e III della legge 22 aprile 1941 n. 633

e ancora
15 – CONTRASSEGNO SIAE
contestualmente al rilascio di licenza, la SIAE concede in uso al Produttore i contrassegni da apporre sugli esemplari dei supporti

L'altro è relativo alla modulistica da compilare quando si contatta la SAIE per versare l'equo compenso relativo ai pagamenti del diritto d'autore.
In questo secondo modulo è interessante notare come, alla voce Attestazione obbligatoria sulla titolarità dei diritti sulle opere cinematografiche e assimilate la SIAE si limiti a richiedere, al produttore (stiamo parlando di una casa di Home Video che voglia pubblicare un film) la titolarità ad esercitare il diritto di riproduzione e distribuzione in proprio.

Il sottoscritto Produttore (la Label ndr), consapevole delle sanzioni penali nel caso di dichiarazioni mendaci o di uso di atti falsi, dichiara sotto la propria responsabilità che i dati e le informazioni riportate nel presente modulo e nei documenti ad esso allegati sono conformi al vero.


Ricapitolando, lo schema per pubblicare in Home Video un film è il seguente:
1) Il produttore di un'opera cinematografica è titolare del diritto di utilizzazione economica dell’opera
2) Il produttore (o chi ne dovrebbe aver acquisto il diritto di utilizzazione economica, anche temporanea, nel caso in questione le piccole etichette) deve versare tramite SIAE ai co-autori (regista, sceneggiatore, traduttore, etc) l'equo compenso che deriva loro dalla titolarità di autori. Riceve a questo punto i bollini (contrassegni) da apporre sulle confezioni.
3) Il produttore (o chi ne dovrebbe aver acquisto il diritto di utilizzazione economica, quindi le etichette) deve autocertificare (non è richiesta alcuna copia del contratto) alla SIAE, con il secondo dei moduli indicati, che sia titolare del diritto di riproduzione e distribuzione. A quel punto quella dichiarazione alla SIAE basta per scaricarsi da qualsiasi responsabilità.

Conclusioni
Come ho ripetuto più volte è falso dire genericamente che le Label non pagano i diritti, quelli d'autore, come si può leggere, li onorano tutti.
Il vero problema è capire come le neo-Label possano attribuirsi i diritti di riproduzione e distribuzione. In teoria dovrebbero ottenerli dal produttore (70 anni dalla sua morte) o da coloro che li hanno da lui acquistati nel tempo. Secondo altri, da quanto ho letto in testi sull'argomento, per l'home video vale quanto riferito dall'Art. 78-ter (50 anni dalla fissazione).
Sarebbe molto interessante poter leggere uno dei moduli che le label "diversamente legali" consegnano alla SIAE, per capire in quella autocertificazione cosa diavolo ci scrivano...

Chi ci guadagna?
1 - Le piccole label, ovviamente
2 - i distributori (per queste label nascenti essenzialmente Cecchi Gori e Terminalvideo, ma la A&R è ad esempio anche distributrice)
3 - La SIAE, che ovviamente preleva per sé parte dell'equo compenso versato dalle Label
4 - Gli autori del film (regista, sceneggiatore, autore dei dialoghi e dell'adattamento, traduttori)

Chi ci perde?
1 - I produttori titolari della distribuzione e dei master sempre che sia confermato che il loro diritto alla distribuzione non sia scaduto e che con loro le piccole label non abbiano stipulato alcun contratto per la distribuzione in home video
2 - gli autori degli extra, etc
3 - chi opera restauri sul master se poi il lavoro risultante venga acquisito senza permesso

La domanda è: possibile che le grandi case di produzione non intervengano? Possibile che si sia andati avanti con oltre 1000 classici pubblicati con autocertificazioni sulla titolarità del diritto di utilizzazione eeconomica non verificate/verificabili dalla SIAE (che se ne lava le mani)?
O magari c'è qualche accordo per cui in questo giro del fumo alle grosse case di produzione arriva comunque qualcosa secondo accordi "privati" (es tra loro ed i distributori nazionali) ?

Alla prossima puntata... :-21
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Re: Label che presumibilmente non pagano i diritti!

Messaggioda tAldo » lunedì 18 maggio 2015, 19:04

io non me ne intendo ma è possibile che i ridoppiaggi vengono fatti anche per rinnovare il diritto scaduto?
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Re: Label che presumibilmente non pagano i diritti!

Messaggioda darkglobe » martedì 19 maggio 2015, 0:28

tAldo ha scritto:io non me ne intendo ma è possibile che i ridoppiaggi vengono fatti anche per rinnovare il diritto scaduto?

Il ridoppiaggio prevede tipicamente una nuova traduzione/adattamento, per cui almeno per il nuovo traduttore dovrebbe ripartire da zero il conteggio del diritto d'autore. Ma lo ripeto, il diritto d'autore è l'unica cosa che queste label strampalate onorano tramite SIAE. :-21
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Re: Label che presumibilmente non pagano i diritti!

Messaggioda tAldo » mercoledì 20 maggio 2015, 8:05

darkglobe ha scritto:Il vero problema è capire come le neo-Label possano attribuirsi i diritti di riproduzione e distribuzione. In teoria dovrebbero ottenerli dal produttore (70 anni dalla sua morte) o da coloro che li hanno da lui acquistati nel tempo. Secondo altri, da quanto ho letto in testi sull'argomento, per l'home video vale quanto riferito dall'Art. 78-ter (50 anni dalla fissazione).
Sarebbe molto interessante poter leggere uno dei moduli che le label "diversamente legali" consegnano alla SIAE, per capire in quella autocertificazione cosa diavolo ci scrivano...

Penso di aver letto tempo fa qualcosa come avvalersi del fatto di irreperibilità o introvabilità o qualcosa del genere fino a quando questi cioè i titolanti non si fanno avanti
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Re: Label che presumibilmente non pagano i diritti!

Messaggioda darkglobe » mercoledì 20 maggio 2015, 11:13

tAldo ha scritto:
darkglobe ha scritto:Il vero problema è capire come le neo-Label possano attribuirsi i diritti di riproduzione e distribuzione. In teoria dovrebbero ottenerli dal produttore (70 anni dalla sua morte) o da coloro che li hanno da lui acquistati nel tempo. Secondo altri, da quanto ho letto in testi sull'argomento, per l'home video vale quanto riferito dall'Art. 78-ter (50 anni dalla fissazione).
Sarebbe molto interessante poter leggere uno dei moduli che le label "diversamente legali" consegnano alla SIAE, per capire in quella autocertificazione cosa diavolo ci scrivano...

Penso di aver letto tempo fa qualcosa come avvalersi del fatto di irreperibilità o introvabilità o qualcosa del genere fino a quando questi cioè i titolanti non si fanno avanti

E' vero, quello mi è stato spiegato che è un trucco tipico che però non sempre si adotta in malafede, ovvero lo si usa anche se è veramente difficile capire chi sia l'attuale detentore dei diritti del produttore (sui fallimenti i film possono finire in mano a personaggi totalmente avulsi dal mondo cinematografico).

Comunque su oltre un migliaio di classici pubblicati mi pare difficile pensare che le label "diversamente legali" abbiano sempre dichiarato che i produttori a cui hanno chiesto il permesso di distribuzione fossero tutti irreperibili.
Delle due l'una: o si attengono all'interpretazione della legge secondo cui dopo 50 anni non devono chiedere alcun permesso al produttore originario; oppure fanno dichiarazioni mendaci (tanto la SIAE, come si vede dal modulo, si limita all'autocertificazone, non controlla se la dichiarazione sia falsa, né chiede il contratto di distribuzione, ed in questo modo intasca i soldi dell'equo compenso scaricando la responsabilità di eventuali illeciti sulle label).
In questo secondo caso si tratterebbe di personaggi assai spregiudicati o evidentemente con le spalle ben coperte per poter agire indisturbati a botte di dichiarazioni mendaci. Ma di personaggi spregiudicati a quanto pare in questo settore ve ne sono parecchi e nonostante si dica il contrario di soldi ne girano non pochi.

In più, diciamolo pure, anche se fosse vero che il produttore originale non può più autorizzare la pubblicazione/distribuzione, un master restaurato (che è una rielaborazione di un vecchio film) o un extra (tipicamente realizzato ben dopo l'uscita del film) non si potrebbero usare impunemente senza alcun permesso.

In linea di massima il silenzio tombale delle grosse label (perfino della Disney, sempre molto attenta) mi lascia assai peplesso, ecco perchè mi viene il sospetto che vi sia qualche tacito accordo di non belligeranza. :-21
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Re: Label che presumibilmente non pagano i diritti!

Messaggioda leone510 » giovedì 21 maggio 2015, 16:17

darkglobe ha scritto:(tanto la SIAE, come si vede dal modulo, si limita all'autocertificazone, non controlla se la dichiarazione sia falsa, né chiede il contratto di distribuzione, ed in questo modo intasca i soldi dell'equo compenso scaricando la responsabilità di eventuali illeciti sulle label).


E' sempre quello che ho sostenuto anch'io, la SIAE non è tenuta a controllare nulla, ma ovviamente qualche esca è andata a controllare che effettivamente sia cosi, altrimenti non avrebbero rischiato se avessero saputo che la SIAE prima di bollinare avrebbe indagato sulla veridicità dei diritti ottenuti!

Già mi immagino l'infiltrato: "ragazzi... via libera da qua si passa, nessuno controlla..."!!! :-16 :pop :-16

E le piccolette mangiano... mangiano... mangiano, spero fino a scoppiare a questo punto, cosi imparano, ma tanto siamo in un paese dove pure se li beccano non gli fanno nulla! :-21
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Re: Label che presumibilmente non pagano i diritti!

Messaggioda Saimo » lunedì 7 settembre 2015, 17:43

Non commento più questa discussione, perché ne abbiamo parlato anche troppo e ormai non ha molto senso proseguire, ma ogni tanto è interessante verificare anche come appare la situazione italiana vista dall'estero. Ecco un articolo piuttosto schietto (se non avete voglia di leggere tutto, scorrete la pagine, e troverete un elenco degli editori italiani accusati di pirateria): http://www.brentonfilm.com/articles/bew ... s-and-dvds
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Re: Label che presumibilmente non pagano i diritti!

Messaggioda darkglobe » lunedì 7 settembre 2015, 18:10

Saimo ha scritto:Non commento più questa discussione, perché ne abbiamo parlato anche troppo e ormai non ha molto senso proseguire, ma ogni tanto è interessante verificare anche come appare la situazione italiana vista dall'estero. Ecco un articolo piuttosto schietto (se non avete voglia di leggere tutto, scorrete la pagine, e troverete un elenco degli editori italiani accusati di pirateria): http://www.brentonfilm.com/articles/bew ... s-and-dvds

Ca%%arola, secondo me includere l'Ermitage è un abbaglio colossale: io sono altamente confidente sulla correttezza di questa etichetta, non dico su tutto il catalogo, ma su una buona parte, e per il semplice fatto che quando li ho contattati mi parlavano di difficoltà ad ottenere questo o quel diritto di distribuzione.
L'articolo è molto interessante ma un po' generico, bisognerebbe approfondire le leggi nazione per nazione, tant'è che più volte si è parlato di uniformare, almeno in ambito europeo, le normative e i vari tipi di diritto.
Di fatto l'articolo sostiene che i costi di una operazione legale sconsigliano di intervenire in relazione alla dimensione del mercato: però quando i titoli diventano migliaia forse un intervento legale dovrebbe comunque esserci se vi sono basi solide per agire. Interessante anche la considerazione sul motivo per il quale alcune label pubblicano in NTSC.

L'articolo cita anche i film di pubblico dominio, sostenendo che anche su questo tema la liceità cambia a seconda dei regolamenti nazionali. Bel caos.
Io proprio questa mattina ho scritto alla Warner, dopo che lo avevano già fatto altri, spero diano un cenno di vita.

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Re: Label che presumibilmente non pagano i diritti!

Messaggioda Saimo » lunedì 7 settembre 2015, 18:20

darkglobe ha scritto:Ca%%arola, secondo me includere l'Ermitage è un abbaglio colossale: io sono altamente confidente sulla correttezza di questa etichetta, non dico su tutto il catalogo, ma su una buona parte
Guarda, mi ero ripromesso di non intervenire più, ma a questo punto mi vien voglia di sottolineare un passaggio nelle dichiarazioni di David Shepard:

My partners at Lobster Films did get an Italian lawyer and they have sued [removed]. I don’t know whether it has been resolved, only that I keep having to come up with more and more documentation to prove that they have stolen our work.

Indovina qual è la società di cui hanno rimosso il nome per via del procedimento legale attualmente in corso? ;)
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Re: Label che presumibilmente non pagano i diritti!

Messaggioda darkglobe » lunedì 7 settembre 2015, 20:18

Saimo ha scritto:Indovina qual è la società di cui hanno rimosso il nome per via del procedimento legale attualmente in corso? ;)
Che ti devo dire, possibile ad esempio che Metropolis, uno dei loro pezzi forte, sia fuorilegge? Mah ! :-21
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Re: Label che presumibilmente non pagano i diritti!

Messaggioda Saimo » lunedì 7 settembre 2015, 20:23

Per alcuni film muti tedeschi a quanto ne so c'era effettivamente un accordo con la Transit... :-21
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Re: Label che presumibilmente non pagano i diritti!

Messaggioda leone510 » lunedì 7 settembre 2015, 23:32

Non credo proprio si tratti di Metropolis, è un loro titolo di punta, anzi forse il loro titolo per eccellenza, lo hanno editato 3-4 volte addirittura, forse qualcosa di illegale c'è, ma su qualche altro titolo! :-21
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Re: Label che presumibilmente non pagano i diritti!

Messaggioda darkglobe » lunedì 7 settembre 2015, 23:39

leone510 ha scritto:Non credo proprio si tratti di Metropolis, è un loro titolo di punta, anzi forse il loro titolo per eccellenza, lo hanno editato 3-4 volte addirittura, forse qualcosa di illegale c'è, ma su qualche altro titolo! :-21
Appunto, mi pare una accusa un po' sommaria dire che ermitage è una etichetta pirata e paragonarla a certi campioni di scarsa chiarezza legale.
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Re: Label che presumibilmente non pagano i diritti!

Messaggioda tAldo » martedì 8 settembre 2015, 9:42

un mio post nel topic studio 4k lega ermitage /studio 4k tramite indirizzi ip poi magari sbaglio!!
...............Non ttuto qelulo che è aprape e non ttuto qelulo che aprape è............ la clolzenioe di tldAo
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