Label che presumibilmente non pagano i diritti!

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Re: Label che presumibilmente non pagano i diritti!

Messaggioda darkglobe » giovedì 23 gennaio 2020, 17:16

leone510 ha scritto:No no ti sbagli, "incauto acquisto" cos'è? Spiegami cosa significa e fammi un esempio, dev'essere bloccata la distribuzione, non si può andare a fermare una persona che ha regolarmente pagato un prodotto, spero tu stia scherzando!

Vabbè, la norma dice semplicemente che non si possono comprare cose di cui si abbia motivo di sospettare che provengano da un reato. Pensa, parla di "sospettare" ed io mi riferivo al caso in cui il reato venisse conclamato.

"Chiunque, senza averne prima accertata la legittima provenienza, acquista o riceve a qualsiasi titolo cose, che, per la loro qualità o per la condizione di chi le offre o per la entità del prezzo, si abbia motivo di sospettare che provengano da reato, è punito con l'arresto fino a sei mesi o con l'ammenda non inferiore a dieci euro. Alla stessa pena soggiace chi si adopera per fare acquistare o ricevere a qualsiasi titolo alcuna delle cose suindicate, senza averne prima accertata la legittima provenienza".

Cmq tutto questo era solo per dire che il ragionamento di lu.ca. mi pare assolutamente pertinente, andrebbe rivista l'intera catena, dal produttore fino al consumatore finale. :-21
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Re: Label che presumibilmente non pagano i diritti!

Messaggioda lu.ca. » giovedì 23 gennaio 2020, 18:10

darkglobe ha scritto:tutto questo era solo per dire che il ragionamento di lu.ca. mi pare assolutamente pertinente, andrebbe rivista l'intera catena, dal produttore fino al consumatore finale.

Il mio infatti era un ragionamento "per assurdo" che discenderebbe per logica, sulla base delle leggi vigenti, da un eventuale accertamento, provato e incontrovertibile, di una iniziale ipotesi di reato, per cui tutti potrebbero andarci di mezzo, dal produttore al consumatore, anche se so bene che questo di fatto non si verificherebbe mai.
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Re: Label che presumibilmente non pagano i diritti!

Messaggioda Eolus » venerdì 24 gennaio 2020, 11:16

Mi scuso se mi intrometto ancora una volta, ma resto perplesso e sconcertato da un thread torrenziale sull'acquisizione dei diritti, sulla regolarità delle realizzazioni e quant'altro, che alla fine giunge a conclusioni autolesionistiche e ostative della (libera) circolazione del vecchio cinema.
Sull'argomento, vedo qui riversati, infatti, insieme a passione, scienza e conoscenza, anche tanto veleno, acredine, risentimento, in particolare verso una A&R che alla fine fa solo un servizio, senza arrecare alcun verificato danno reale o lamentato. Se non quello meramente concettuale, perché in fondo riempie un vuoto scientemente lasciato dalle majors, senza sottrarre alle stesse alcunché. Anzi, col merito di tenere in vita la fiamma del ricordo, dell'attenzione e della conoscenza dei vecchi materiali che le nuove generazioni altrimenti non potrebbero neanche scoprire. Mi chiedo, allora, come mai in questo consesso di appassionati si possa giungere a certe affermazioni, come essere "molto contenti che qualcuno si sia mosso" e "sperare che questa faccenda vada avanti e venga fuori la verità", riferendosi alla A&R, con l'intento evidentemente di far chiudere i battenti a quell'azienda e nient'altro! Così come, anche, mi chiedo "quale" cultore ed appassionato del vecchio cinema possa mai pensare di alzare il telefono e prendersi la briga di contattare le majors per segnalare che un'azienda ha fatto da noi, forse indebitamente, dei Blu Ray che tutti noi mai ci saremmo sognati di vedere comparire in un'Italia emarginata ed abbandonata come mercato proprio da quelle majors, tendendo con questo ad impedire ulteriori realizzazioni di questo tipo!
Voglio dire che in questo scenario qualcosa non va, viene a mancare quel salto concettuale che deve consentire un raffronto realistico tra la legalità astratta quì discussa, che sta dietro al mondo delle opere trascorse, consacrate e (si noti) già sfruttate dal lato economico, e la situazione invece di grande bisogno culturale e conoscitivo che c'è in questo territorio disattenzionato, ignorato ed emarginato.
Non voglio insistere oltre, ma in questo guazzabuglio di richiami legislativi, di atteggiamenti moralistici sbagliati, di supposizione di diritti delle discendenze più lontane, di allarmismi sui regolari acquisti fatti in negozio e quant'altro, nessuno pensa che tutte queste considerazioni sono delle variabili che vanno e vengono nel tempo, rendono illegittima qualcosa che prima non lo era e viceversa. Ma, soprattutto, nessuno pensa che dietro la consapevolezza e la voluta inerzia delle majors e degli aventi diritto a vario titolo, ci possa essere una sorta di "gentlemen's agreement", una scarsa volontà velleitaria con soluzioni giustizialiste e quindi una benevola tolleranza, in considerazione dei tanti altri aspetti che non sono conosciuti e non sono stati quì valutati? Darkglobe, ci terrei particolarmente alla tua opinione.
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Re: Label che presumibilmente non pagano i diritti!

Messaggioda darkglobe » venerdì 24 gennaio 2020, 12:01

Eolus ha scritto:Ma, soprattutto, nessuno pensa che dietro la consapevolezza e la voluta inerzia delle majors e degli aventi diritto a vario titolo, ci possa essere una sorta di "gentlemen's agreement", una scarsa volontà velleitaria con soluzioni giustizialiste e quindi una benevola tolleranza, in considerazione dei tanti altri aspetti che non sono conosciuti e non sono stati quì valutati? Darkglobe, ci terrei particolarmente alla tua opinione.
Penso che la situazione sia esattamente questa. Almeno penso sia questa nel caso della A&R che, per quello che sono riuscito a capire, si muove sempre con una certa attenzione e con l'intento di non arrecare danni a terzi e se poi a volte capita cerca di porvi rimedio.
E` per me sorprendente che proprio l'etichetta più corretta tra quelle "incriminate", quella tra l'altro con la migliore rete di contatti tra collezionisti, venga attaccata a testa bassa e questo sinceramente mi desta sospetti, al di là del discorso tecnico e sulla qualità dei suoi prodotti su cui non ho personalmente mai fatto sconti (e il titolare infatti, in una chiacchierata, si ricordava delle mie recensioni su Amazon...).
Quello che mi irrita della famosa intervista di AFD e che tutti paiono "ufficialmente" scandalizzarsi, quando è evidente che dietro le quinte subentra un sano realismo, senza il quale certi recuperi dei classici non si potrebbero vedere neppure col binocolo.
Questi banali principi vengono enunciati perfino nella famosa sentenza Disney (causa in cui per inciso la FAPAV ha perso) dove tra le righe i giudici scrivono con chiarezza che non sarebbe pensabile negare al pubblico opere cinematografiche che abbiano superato una certa data, se qualcuno dei titolari o dei suoi eredi non avesse più voglia di interssarsene.
Sono ragionamenti di buon senso ormai conclamati. Poi qualcuno ne approfitta, mette sù etichette fantasma e tenta di pubblicare l'impossibile e guarda caso moltissime volte viene bloccato.

Infine continuo a ripetere di far attenzione al furore accusatorio: l'autore del famoso articolo contro la pirateria che ci segnalò a suo tempo Simone si è lasciato prendere la mano e tra le etichette pirata italiane include, oltre a quelle che sono sulla bocca di tutti, addirittura Cecchi Gori, la Eagle e varie altre che secondo me di illegale non hanno un bel nulla. :-21
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Re: Label che presumibilmente non pagano i diritti!

Messaggioda leone510 » venerdì 24 gennaio 2020, 13:13

E ti pareva, scusa Dark devo rispondere, ha riportato frasi mie ed è giusto che io risponda dato che alludeva a me!

Caro Eolus, hai scritto solo cose belle, il tuo post l'ho trovato perfino a tratti commovente credimi, è quello che siamo ovvero amanti di cinema, quello nessuno lo mette in dubbio, chi più chi meno non ha importanza, ognuno di noi qui sul forum colma le lacune dell'altro, siamo una famiglia di appassionati e il recupero di tanti film da parte di queste etichette è solo cosa buona per noi, io credimi dico delle cose ma desidererei il contrario, possibile che qualcuno creda ch'io goda nel fallimento di altri?
Io stesso ho comprato film di queste etichette che altrimenti non avrei visto mai, come ho scritto in un post precedente, sono contento come voi tutti, ne più ne meno!
Ti diro un'altra cosa, quando ho cominciato a collezionare dvd (nel 2001) vi erano si molti prodotti nei negozi, ma tantissimi film mancavano, e alcuni di essi io li ho attesi per un decennio! Sai chi li ha pubblicati? La Sinister, la Golem e la A&R, oggi se non fosse per loro io (come molti di voi) non li avrei mai!

"Ma", c'è un "ma" però, il nostro giudizio su tutta questa faccenda non è onesto e non lo sarà mai, perché siamo parte in causa, desideriamo il recupero di film e di doppiaggi d'epoca a qualunque costo, quindi giustificheremo (se qualora ci fosse) la più ignobile delle scorrettezze!
Tutti noi, escluso nessuno, non desideriamo altro che portar acqua al nostro mulino, è una cosa indiscutibile, fa parte del genere umano, ognuno pensa ai fatti suoi, tutti sotto sotto siamo un po' egoisti, e la natura umana che ci ha creati cosi, è una affermazione non opinabile!

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Re: Label che presumibilmente non pagano i diritti!

Messaggioda JoeGillis » venerdì 24 gennaio 2020, 13:32

Nessuno mette in dubbio che il lavoro di queste label, artisticamente parlando, sia encomiabile, soprattutto per quanto riguarda film inediti in home video (io per gli altri preferisco recuperare le versioni ufficiali, anche solo per i sub inglesi). Così come è molto probabile che ci sia una soglia di tollerabilità dei proprietari dei film. Ma tolleranza non è sinonimo di autorizzazione. Inoltre personalmente trovo fastidioso che per alcuni film vengano pubblicate più edizioni, dalla stessa etichetta o da più di una, rendendo difficile la scelta e "truffando" l'acquirente che si ritrova a comprare un'edizione per poi magari vederne uscire una migliore nel giro di poco tempo (anche qualche mese).
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Re: Label che presumibilmente non pagano i diritti!

Messaggioda lu.ca. » venerdì 24 gennaio 2020, 14:09

JoeGillis ha scritto:... è molto probabile che ci sia una soglia di tollerabilità dei proprietari dei film. Ma tolleranza non è sinonimo di autorizzazione...

Ma è tanto difficile capire che dopo 50 anni un film, pur rimanendo proprietà della casa produttrice, può essere utilizzato per la sua pubblicazione e diffusione da chiunque, fermo restando l'obbligo di corrispondere i diritti spettanti a tutti i co-autori (regista, interpreti, ecc.) tramite la SIAE?
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Re: Label che presumibilmente non pagano i diritti!

Messaggioda leone510 » venerdì 24 gennaio 2020, 15:33

E allora mi spieghi perché Saimo in 3-4 anni ha potuto editare 10-15 film, mentre la A&R nello stesso periodo ne avrà editato 300 o più?

Se non servono tutti questi soldi ma semplicemente bisogna pagare i diritti alla Siae (quindi lo potrei fare pure io) mi dai una spiegazione?

A Simone piace tirare la carretta? Oppure ha paura di guadagnare troppo?

E infine la fatidica domanda: gli viene offerta la possibilità di dimostrare che il suo operato è lecito (dopo tutte le accuse rivolte contro di lui) e che fa, rifiuta?
Datemi una spiegazione sul rifiuto perché evidentemente io sono stupido e non ci arrivo! :-21
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Re: Label che presumibilmente non pagano i diritti!

Messaggioda Smarty » venerdì 24 gennaio 2020, 15:51

leone510 ha scritto:E allora mi spieghi perché Saimo in 3-4 anni ha potuto editare 10-15 film, mentre la A&R nello stesso periodo ne avrà editato 300 o più?

Già giusto, il mercato dei classici ha numeri bassissimi in Italia, ci sono case le cui uscite si contano sulle dita di una mano, case che sono fallite in passato per avere avuto la scellerata idea di pubblicare classici in DVD (Flamingo?), case che fanno delle start up che quando si parla di film del passato, fanno una fatica immonda a raggiungere l'obiettivo...poi ci sono Sinister, Golem e A&R che pubblicano quintali di film classici al mese, anche misconosciuti, e sono vive e vegete da dieci e più anni, boh... evidentemente scelgono i film giusti da pubblicare, merito a loro...ma sì, dev'essere così, non c'è altra spiegazione
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Re: Label che presumibilmente non pagano i diritti!

Messaggioda leone510 » venerdì 24 gennaio 2020, 16:00

Hai assolutamente ragione, si sono accappottati perché il gioco non valeva la candela (i guadagni non coprivano le spese), perché non li contattiamo e gli diciamo che è tutto ok? Basta solo pubblicare film di 50 anni fa e pagare i diritti Siae! :-21
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Re: Label che presumibilmente non pagano i diritti!

Messaggioda lonewolf » venerdì 24 gennaio 2020, 17:01

Signori vi invito a riflettere su ciò che accade, ad esempio, nel mondo della musica classica. Chiunque può eseguire od incidere opere e concerti di qualsivoglia compositore.
Basta che paghi i diritti alla Siae. Non c'è bisogno che acquisti i diritti in esclusiva. Pensate se un'opera di Verdi o un concerto di Brahms potesse essere eseguito od inciso solo da chi detiene l'esclusiva...
:no :-21
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Re: Label che presumibilmente non pagano i diritti!

Messaggioda JoeGillis » venerdì 24 gennaio 2020, 17:53

lu.ca. ha scritto:Ma è tanto difficile capire che dopo 50 anni un film, pur rimanendo proprietà della casa produttrice, può essere utilizzato per la sua pubblicazione e diffusione da chiunque, fermo restando l'obbligo di corrispondere i diritti spettanti a tutti i co-autori (regista, interpreti, ecc.) tramite la SIAE?

È tanto difficile capire che è una scempiaggine? A parte che è un'affermazione contraddittoria (un film o è di proprietà di qualcuno, o è liberamente pubblicabile), pensi che se fosse come dici non ci sarebbero altri editori che pubblicano film altrui senza autorizzazione oltre alle label in esame? Cosa impedirebbe ad esempio alla CG di pubblicare in BD La grande guerra o La strada come gli è stato chiesto più volte, invece di rispondere che i diritti appartengono alla Filmauro? È stato dimostrato che A&R, Golem ecc. pubblica film Warner e Universal senza autorizzazione e con il copyright assegnato ad aziende inventate o a loro stesse, mentre ad esempio nel DVD di Vogliamo vivere viene detto che è "distribuito da StudioCanal e reso disponibile in Italia in esclusiva attraverso Teodora Film". Non so cos'altro serva per farti capire.
Ultima modifica di JoeGillis il venerdì 24 gennaio 2020, 18:31, modificato 1 volta in totale.
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Re: Label che presumibilmente non pagano i diritti!

Messaggioda Saimo » venerdì 24 gennaio 2020, 18:02

leone510 ha scritto:E allora mi spieghi perché Saimo in 3-4 anni ha potuto editare 10-15 film, mentre la A&R nello stesso periodo ne avrà editato 300 o più?
In realtà nel corso di questi anni ne ho editati una cinquantina, ma il discorso cambia poco. ;)
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Re: Label che presumibilmente non pagano i diritti!

Messaggioda lu.ca. » venerdì 24 gennaio 2020, 18:39

JoeGillis ha scritto:
lu.ca. ha scritto:Ma è tanto difficile capire che dopo 50 anni un film, pur rimanendo proprietà della casa produttrice, può essere utilizzato per la sua pubblicazione e diffusione da chiunque, fermo restando l'obbligo di corrispondere i diritti spettanti a tutti i co-autori (regista, interpreti, ecc.) tramite la SIAE?

È tanto difficile capire che è una scempiaggine? A parte che è un'affermazione contraddittoria (un film o è di proprietà di qualcuno, o è liberamente pubblicabile)... Non so cos'altro serva per farti capire.

Sei tu che non vuoi capire. Dopo 50 anni le majors perdono l'esclusività di utilizzo dell'opera. Se non fosse così sarebbero intervenute subito e senza indugi.
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Re: Label che presumibilmente non pagano i diritti!

Messaggioda Saimo » venerdì 24 gennaio 2020, 18:46

lu.ca. ha scritto:Sei tu che non vuoi capire. Dopo 50 anni le majors perdono l'esclusività di utilizzo dell'opera. Se non fosse così sarebbero intervenute subito e senza indugi.
Spiegalo all'avvocato della FAPAV perché si ostina a non volerlo capire nemmeno lui...
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Re: Label che presumibilmente non pagano i diritti!

Messaggioda JoeGillis » venerdì 24 gennaio 2020, 18:55

Ma pure la Warner, la Universal e la CG a quanto pare. L'unico ad averlo capito sembra essere Luigi...
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Re: Label che presumibilmente non pagano i diritti!

Messaggioda lu.ca. » venerdì 24 gennaio 2020, 19:01

Basta, mi arrendo... :-28
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Re: Label che presumibilmente non pagano i diritti!

Messaggioda Eolus » venerdì 24 gennaio 2020, 19:22

leone510 ha scritto:Ho mandato una mail a Striscia, e domani cerco di contattarli telefonicamente!

Mi rivolgo agli utenti milanesi (la A&R è milanese giusto?) perché non fate una segnalazione a Striscia pure voi, con l'articolo di AFDigitale dovrebbero poter intervenire se vogliono, nel senso che non sono solo voci, ma è stato pubblicato ufficialmente pure un articolo e anche ben in vista tra gli appassionati dell'home video, e dall'altra parte ci potrebbe essere una persona innocente!
Striscia interviene sia per accusare che per difendere, non è di parte!
Magari non ci cagano proprio, ma magari si, non siamo tutti curiosi di sapere la verità?
P.S. Tranne gli utenti che ci campano coi dvd A&R, quelli col cavolo che fanno la segnalazione! :plauso


Belle le diatribe che leggo, sui diritti e sulle disponibilità delle opere, che si accavallano a suon di mere opinioni.
Tornando a noi, scusami, caro Leone, ma mi ci tiri per i capelli. Sono stato anche parco, nel citare le tue frasi senza citarti, ma credo che tu abbia fatto molto di più, e vai a fare anche di peggio: non so sei animato da bramosia per una giustizia universale, ma mi spieghi qual'è la necessità e l'utilità di fare quello che dici nel post di sopra, istigando persino i milanesi a divenire "delatori", sapendo cosa significa ricorrere a "Striscia"?
Non riesco ad inquadrare tutto questo in un discorso logico, responsabile e costruttivo. Con tutta stima e simpatia.
Eolus
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Re: Label che presumibilmente non pagano i diritti!

Messaggioda darkglobe » venerdì 24 gennaio 2020, 19:35

leone510 ha scritto:E allora mi spieghi perché Saimo in 3-4 anni ha potuto editare 10-15 film, mentre la A&R nello stesso periodo ne avrà editato 300 o più?

Intanto la Penny non pubblica solo roba più vecchia di 50 anni e poi Simone ha deciso sempre e comunque di stipulare contratti di pubblicazione, salvo qualche iniziale titolo di Pubblico Dominio, una scelta che lo pone evidentemente in una botte di ferro ma che ha evidenti costi aggiuntivi.

JoeGillis ha scritto:È tanto difficile capire che è una scempiaggine?

Occhio ai toni usati, perchè se andiamo oltre poi mi costringete ad intervenire.... Le sentenze a favore di questa interpretazione non sono una "scempiaggine" ma un dato di fatto, basta leggersele o farsele spiegare da un buon avvocato.

Saimo ha scritto:Spiegalo all'avvocato della FAPAV perché si ostina a non volerlo capire nemmeno lui...

Ripeto, FAPAV non è garanzia di correttezza interpretativa. La FAPAV ha ad esempio clamorosamente perso nella causa contro Martinenghi e fu anche condannata a pagare le spese legali, pensa te.

Direi che la discussione si potrebbe anche chiudere qua, mi pare un continuo riciclare su posizioni intransigenti che francamente, come ho già scritto, iniziano ad assumere il sapore di un accanimento unidirezionale e poco comprensibile contro una sola etichetta (quando poi l'unica in questo momento citata in giudizio dalla Penny è un'altra).

Per me esistono due questioni di fondo: una legge passibile di interpretazioni diverse (e non saranno certo il numero di post pro o contro a cambiare un dato di fatto) e soprattutto, come sostiene anche @Eolus, un probabile accordo di non belligeranza (quando si arriva a migliaia di titoli non vedo altra spiegazione plausibile) teso da un lato a consentire che classici di minore importanza abbiano comunque il loro mercato (e consentano oltretutto che gli autori beneficino del compenso SIAE) e dall'altro a permettere che i grossi titoli continuino ad essere distribuiti dalle grandi case.

Detto questo la cosa migliore è a mio avviso attendere gli eventi, tanto le posizioni reciproche mi paiono fin troppo evidenti.

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Re: Label che presumibilmente non pagano i diritti!

Messaggioda leone510 » venerdì 24 gennaio 2020, 20:01

Hai ragione caro Dark, faccio compagnia a lu.ca. e mi fermo pure io, vada come vada, a me di queste etichette non me ne frega proprio niente! :-21
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