La luna e sei soldi (1942) di A. Lewin - Paycom Multimedia

Pellicole cult e film che hanno fatto la storia del cinema, dalla sua nascita al 1980.

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La luna e sei soldi (1942) di A. Lewin - Paycom Multimedia

Messaggioda lu.ca. » domenica 19 luglio 2020, 18:47

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Charles Strickland (George Sanders) è un tranquillo agente di borsa londinese, che improvvisamente abbandona moglie e figli e si rifugia a Parigi, solo e senza un soldo, per coltivare la sua passione segreta, la pittura. La ricerca tormentata di una nuova dimensione di vita che gli consenta di dar libero sfogo alla sua ispirazione, lontano dalla civiltà e dalle convenzioni borghesi, lo condurrà a Tahiti.
Dall’omonimo romanzo di Somerset Maugham, da lui stesso sceneggiato insieme al regista Albert Lewin, il film potrebbe essere considerato in apparenza un biopic su Paul Gauguin, o quanto meno come liberamente ispirato alla vita del celebre artista. In realtà a Maugham non interessa la biografia di Gauguin in sé, tant’è che gli cambia radicalmente i connotati facendolo diventare un inglese amorale ed egoista, quanto indagare la forza imperiosa e il significato profondo di un richiamo creativo incontenibile come quello che guidò la vita di Gauguin. Per far questo Maugham affianca al personaggio principale quello del romanziere Geoffrey Wolfe (suo alter ego) in veste di narratore e testimone privilegiato dell’interessante vicenda. L’impianto letterario dell’opera è evidente anche nell’estremizzazione di alcune situazioni e caratterizzazioni (la generosità spinta fino all’autoumiliazione dell’amico olandese, il tragico gesto della moglie di costui, la devozione totale della sposa indigena e lo stesso cinismo insistito di Strickland) che rispondono più al gusto e allo stile personali dello scrittore Maugham che non ad esigenze meramente narrative.
Il film, oltre ad essere ben ambientato e diretto, si avvale di un cast di alto livello, fra cui, oltre ad uno strepitoso Sanders, l’ottimo Herbert Marshall nei panni del romanziere e un intenso Steven Geray in quelli dell’amico pittore olandese Dirk Stroeve.
L’opera fu concepita originariamente con una prima parte in bianco e nero e una seconda (quasi la metà, da quando l’azione si sposta da Parigi a Tahiti) color seppia e, in una delle ultime sequenze, a colori. Per molti anni però è circolata anche una versione interamente in bianco e nero che, nell’edizione televisiva italiana ridoppiata, vede oltretutto sacrificata la bella colonna sonora di Tiomkin candidata all’Oscar.
L’edizione della spagnola Paycom Multimedia presenta la versione originale, audio inglese e sottotitoli in castellano e una discreta qualità video.

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Un saluto.
Luigi
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