Giulietta e Romeo (1936) di George Cukor - A&R

Pellicole cult e film che hanno fatto la storia del cinema, dalla sua nascita al 1980.

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Giulietta e Romeo (1936) di George Cukor - A&R

Messaggioda zasor56 » domenica 28 giugno 2020, 22:35

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Giulietta e Romeo (Romeo and Juliet, dramm., USA, 1936, B/N) - di George Cukor
Edizione: A&R, 2014, dvd doppio strato (5,93 gb)
Audio: italiano, inglese
Sottotitoli: inglese
Durata: 2.04'.26''
Risoluzione: 720x480
Schermo: 1.33:1
Standard: NTSC
Extra: foto di scena, poster, locandine e un documentario d'epoca su Shakespeare ("Master Will Shakespeare") di 10'30'', in inglese senza alcun sottotitolo.

Sontuosa produzione hollywoodiana di una delle opere più famose di William Shakespeare.
Fortemente voluto da Irving Thalberg, il potente boss in seconda della MGM (il primo era Louis B. Mayer), questo adattamento di "Giulietta e Romeo" fu pensato come un grande esperimento di prestigio nonostante il parere contrario di molti, i quali obiettavano che il pubblico non sarebbe andato al cinema a vedere un'opera di Shakespeare.
Per la parte di Giulietta, Thalberg impose la moglie, l'attrice Norma Shearer, all'epoca già 34enne (la fanciulla di Shakespeare aveva 14 anni), e questo condizionò tutte le scelte in merito agli altri attori (Romeo e i suoi amici, ma anche il cugino di Giulietta poi ucciso da Romeo) che ovviamente non potevano essere più giovani della Shearer. La regia venne affidata a George Cukor, che per il ruolo di Romeo avrebbe voluto Laurence Olivier o Robert Donat, ma alla fine concordò con Thalberg sul 42enne Leslie Howard. Per il ruolo di Mercuzio, Cukor volle John Barrymore (all'epoca 54enne), che però diede non pochi problemi durante la lavorazione per i suoi frequenti stati di ubriachezza che gli impedivano di ricordare bene le battute, anche se nel film finale tutto sembra filare liscio.

Le cronache dell'epoca raccontano che la Shearer, senza alcuna esperienza teatrale (figuriamoci poi di Shakespeare) era molto intimidita dalla parte, ma spinta da Cukor lavorò molto sulla dizione, affiancata dall'attrice esperta Constance Collier, e lesse poesie ad alta voce per molto tempo per destreggiarsi con la cadenza shakespeariana senza suonare artificiale. Il marito non badò a spese, e si servì di un docente di Harvard esperto di teatro elisabettiano per tutelare "l'interesse dell'autore" (leggi "rendere credibile l'opera del bardo sullo schermo"); altri esperti furono chiamati da ogni dove per contribuire ai molteplici aspetti e problematiche che l'adattamento presentava, a partire da quello della lingua, mentre dei costumi si occupò il grande Adrian. Cukor avrebbe voluto girare il film in Italia, ma Mayer fu irremovibile e tutti i set necessari per le varie scene vennero costruiti negli studios della MGM.
Partiti con un budget di 800.000 dollari e sei mesi stimati di riprese, alla fine il film superò i due milioni di dollari e i 9 mesi di riprese; la critica lodò l'adattamento e la recitazione, ma gli incassi finali al botteghino determinarono una perdita di un milione di dollari per la MGM.

Personalmente ho trovato questo film davvero bello. Certo, non è facile dimenticare l'età dei protagonisti già attempati che recitano parti di giovanissimi innamorati, ma dopo un po' quasi ci si abitua. Non ho mai amato molto la Shearer nei pochi film in cui l'ho vista recitare, però qui riesce a dare al suo personaggio quel candore e quell'aria di fanciulla innamorata che la parte richiede. Anche Leslie Howard fa del suo meglio, forte della sua esperienza teatrale di gioventù: il fatto è che per quanto mi riguarda io non ho mai capito come abbia fatto a diventare un divo di Hollywood considerando il suo volto non proprio d'adone (anche in "Via col vento" non mi sembrava credibile come l'uomo per cui Rossella O'Hara aveva perso la testa), e quindi anche in questa pellicola ho fatto fatica ad accettarlo come il giovane Romeo ardente di passione.
Il Mercuzio di John Barrymore mi è sembrato - visto sullo schermo - a tratti un po' sopra le righe, ma ben incanalato nella tradizione teatrale del personaggio (si tratta di un ruolo assai difficile, ma Barrymore vantava un passato da attore teatrale shakespeariano di tutto rilievo). Brava Edna May Oliver come nutrice di Giulietta, e fondamentalmente adeguati tutti gli altri.

I dialoghi italiani sono un buon adattamento dei versi originali di Shakespeare, e mantengono - pur nei limiti delle inevitabili abbreviazioni - tutto il fascino dell'opera shakespeariana. L'unico appunto che mi sentirei di fare a questo riguardo è il taglio di alcune battute nel monologo di Romeo davanti a Giulietta che egli crede morta: i sublimi versi scritti da Shakespeare per l'occasione sono a mio avviso la più bella dichiarazione d'amore che un uomo abbia mai fatto alla donna che ama in tutta la storia della letteratura, e la loro eliminazione toglie un pizzico di quella magia.

Splendidi i costumi, gli ambienti (solo il giardino dei Capuleti, con specchio d'acqua e balcone, lascia a bocca aperta, ma non va dimenticata nemmeno la sala dove si svolge il ballo in cui i due giovani si incontrano per la prima volta), e poi i gioielli rinascimentali creati per l'occasione, così come l'efficace regia del grande Cukor, un vero Maestro d'eleganza come è stato definito poi, anche se anni dopo dichiarò di considerare questo lavoro come imperfetto.

La leggenda vuole che "Giulietta e Romeo" del '36 sia il film in bianco e nero meglio illuminato di tutta la storia del cinema: ero un po' scettico su questo aspetto prima di vedere il film, ma dopo averlo visto ho pensato che, forse, è proprio così.

Il dvd A&R offre un'immagine complessivamente pulita e nitida, a parte qualche scena finale più "soft" (quando Giulietta deve bere la pozione datale da Frate Lorenzo). Non so se la pellicola ha avuto un qualche restauro, ma certo in molte scene si rimane sbalorditi se si pensa all'età di questo film. Anche l'audio è molto chiaro e privo di fruscii, e si ascolta senza alcuna fatica. Il doppiaggio sembra essere quello d'epoca, ed è completo di tutte le battute.
Tra gli extra, un interessante documentario d'epoca sulla grandezza di Shakespeare (probabilmente di origine televisiva) purtroppo solo in inglese senza sottotitoli.

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